Albert e Centorrino citano in giudizio Nelli Scilabra: le ragioni della denuncia

ALLA BASE DI QUELLA CHE SI ANNUNCIA COME UNA COMPLESSA VICENDA GIUDIZIARIA CI SONO ALCUNE DICHIARAZIONI CHE L’ASSESSORE IN CARICA HA RILASCIATO AL SOLE 24 SUL COSTO STANDARD

Brutta sorpresa questa mattina per la giovane ‘assessora’ regionale alla Formazione professionale della Sicilia, Nelli Scilabra. Dopo aver fatto rotolare la testa del capo progetto della Pwc, ente appaltatore dell’assistenza tecnica alla Formazione professionale, stavolta è lei a finire alla sbarra.

L’ex assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, e l’e dirigente generale del settore, Ludovico Albert, l’hanno citata in giudizio depositando una istanza di mediazione innanzi all’Organismo di mediazione “Medialawitalia”. Da indiscrezioni pare che entrambi si siano rivolti ad un avvocato palermitano, che sarebbe uno dei massimi esperti nel settore della diffamazione a mezzo stampa.

Il nodo del contendere è l’intervista rilasciata da Nelli Scilabra su “Il Sole 24 ore” lo scorso 20 febbraio a Giuseppe Oddo, dove la stessa ha accusato la precedente governance del Dipartimento della Formazione Professionale di aver “legalizzato le truffe” delle fatture gonfiate attraverso l’introduzione del sistema delle Unità di Costo Standard (UCS). Sempre nella stessa intervista, la Scilabra ha inoltre dichiarato che l’UCS made in Sicily, fissata da Centorrino ed Albert a 129 euro/ora corso, fosse un costo superiore rispetto alle altre Regioni d’Italia.

In realtà, come è noto in tutta Europa, l’UCS non ha nulla a che vedere con le fatture, proprio perché è un sistema che rimborsa gli enti di formazione sulla base di obiettivi raggiunti secondo determinati parametri (ore di formazione erogate, numero di allievi ed esperienza dei docenti), ma non sulle fatture.

La storia dice che fino al 2010, nel settore della Formazione professionale della Sicilia, non esisteva un costo standard ed ogni ente veniva retribuito secondo le fatture presentate. Questa situazione consentiva, almeno in linea teorica, la possibilità di presentare fatture gonfiate a danno dell’Erario regionale.

Questo era il sistema che Centorrino ed Albert volevano scardinare con il Costo Standard.

L’altra questione è relativa al costo di 129 euro che, secondo Albert e Centorrino – contrariamente a quanto affermato dalla giovane Nelli Scilabra – sarebbe inferiore e non superiore a quello delle altre Regioni, proprio perché nel determinare tale valore avrebbero tenuto conto del minor costo della vita in Sicilia.

Non è esclusa l’ipotesi che Albert e Centorrino denuncino la Scilabra innanzi alla Autorità Giudiziaria Penale a causa delle stesse dichiarazioni.

 


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