Agroalimentare, 70 milioni per filiera: oltre la materia prima, cosa prevede il bando SRD13

Se negli ultimi anni l’agricoltura ha puntato molto sull’innovazione in campo, una delle sfide oggi più importanti riguarda ciò che accade dopo la produzione: trasformazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Ed è proprio sui passaggi della filiera agroalimentare che interviene il bando SRD13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, attivato in Sicilia. La misura mette a disposizione 70 milioni di euro per rafforzare la competitività delle imprese agroalimentari e migliorare l’organizzazione delle filiere produttive. Aiutando, però, chi compie investimenti ingenti: ed ecco che diventano indispensabili i consigli giusti. Come quelli del commercialista e consulente aziendale Armando Crispino, fondatore di Studio Crispino, per la nostra rubrica dedicata alle imprese.

Dalla materia prima al prodotto finito

Uno dei limiti storici del sistema agricolo italiano – e siciliano in particolare – è spesso la difficoltà di trasformare la produzione primaria in prodotti con maggiore valore aggiunto. Il bando SRD13 nasce proprio per sostenere progetti che riguardano l’intera filiera agroalimentare: passando per lavorazione, trasformazione, stoccaggio, confezionamento e commercializzazione dei prodotti agricoli. Gli investimenti possono riguardare nuove strutture produttive o il loro ammodernamento, l’acquisto di macchinari e impianti tecnologici, l’introduzione di innovazioni nei processi produttivi e la digitalizzazione delle attività aziendali. Progetti che spesso permettono alle imprese di fare un salto di qualità: passando dalla vendita della materia prima alla produzione di prodotti trasformati con nuovo spazio nel mercato.

Energia, sostenibilità e integrazione delle filiere

Armando Crispino, commercialista e consulente aziendale, fondatore di Studio Crispino
Armando Crispino, commercialista e consulente aziendale

Il bando non si limita a sostenere la crescita produttiva. Tra gli interventi finanziabili rientrano anche investimenti legati alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica. È possibile, ad esempio, realizzare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo aziendale o introdurre tecnologie che migliorano l’utilizzo delle risorse energetiche e idriche nei processi produttivi. Allo stesso tempo, la misura mira a rafforzare i rapporti tra imprese agricole e imprese di trasformazione, favorendo un maggiore integrazione delle filiere agroalimentari locali e l’apertura verso nuovi mercati. Per la Sicilia, dove il settore agroalimentare rappresenta una delle principali risorse economiche e identitarie, si tratta di un passaggio strategico: trasformare la qualità delle produzioni agricole in valore industriale e in sviluppo duraturo.

Investimenti di dimensione significativa

Il bando è pensato per sostenere progetti strutturali. Gli investimenti finanziabili devono avere una dimensione importante: con una spesa tra 1,5 milioni e 15 milioni di euro. Segno che l’intervento è rivolto a operazioni di sviluppo industriale della filiera agroalimentare. Il contributo viene concesso sotto forma di sovvenzione in conto capitale, con percentuali che possono arrivare al 50 per cento per le piccole e medie imprese, mentre per le grandi imprese l’intensità può scendere al 40 per cento. Con l’obiettivo di generare, attraverso nuovi investimenti, anche occupazione, innovazione e sviluppo nelle aree rurali.

Il ruolo della consulenza nei progetti di sviluppo

Progetti di questa dimensione richiedono, però, una pianificazione accurata. Che guardi non solo al contributo pubblico, ma anche alle logiche di filiera e al mercato in modo coerente. Davanti a investimenti di questa entità, affidarsi a consulenti esperti diventa indispensabile. Così come trovare un unico referente che abbia, però, al suo interno un team multidisciplinare e con un approccio su misura. «Il punto centrale non è il contributo in sé – spiega Armando Crispino – ma il progetto che l’azienda vuole e può realizzare. Il nostro lavoro è aiutare gli imprenditori a trasformare un’idea in un piano di investimento sostenibile». In base all’esperienza di Studio Crispino, uno degli aspetti più importanti è riuscire a mettere insieme competenze diverse: economiche, tecniche e strategiche. «La finanza agevolata non è solo una questione burocratica – continua il consulente -. È un processo che richiede analisi economica, conoscenza delle filiere e capacità di dialogo con gli imprenditori».


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