Secondo il rapporto del sindacato, in un anno la richiesta da parte delle aziende della misura assistenziale è aumentata del 197 per cento. «Questa provincia soffre più di altre, è bene che ciò si sappia», spiega il segretario Angelo Mattone. Che chiede delle risposte anche ai partecipanti alla campagna elettorale etnea: «Cosa vogliono fare e in che modo per creare lavoro buono?»
Cassa integrazione, a Catania dati da record L’appello della Uil ai candidati sindaco
Catania capitale della cassa integrazione. Secondo il quarto rapporto sul tema stilato dalla Uil, nella provincia etnea tra il primo quadrimestre del 2012 e quello del 2013 a Catania c’è stato un aumento del 197 per cento delle richieste di ore di cassa integrazione in deroga. «Non solo siamo primi per incremento quadrimestrale della cig in deroga, ma il confronto tra laprile 2012 e lo stesso mese di questanno vede Catania al quarto posto con un più 212,7 per cento per aumento complessivo delle richieste di cassa ordinaria, speciale e in deroga – spiega Angelo Mattone, segretario del sindacato a Catania – Il nuovo rapporto Uil mostra un evidente, progressivo, aggravamento del quadro economico dinsieme nel nostro territorio».
Secondo il sindacalista, la situazione è in costante peggioramento: «Questa provincia soffre più di altre, è bene che ciò si sappia. La Uil, quindi, pretende da tutte le istituzioni, oltre che dalle parti sociali, uno sforzo maggiore perché Catania riceva finalmente risposte alla propria ormai cronica fame di lavoro, di sviluppo, di opportunità». Richieste a livello nazionale, senza dubbio, ma anche locale. La pubblicazione di questi dati sconfortanti diventano «un motivo per sollecitare con maggiore forza la nostra classe politica, particolarmente aspiranti sindaci e consiglieri comunali, a dire concretamente cosa vogliono fare e in che modo per creare lavoro buono, piuttosto che perdere tempo in una delle più immaginifiche e ciarliere campagne elettorali degli ultimi anni», afferma aspramente Mattone.
Specchio della situazione critica è il suicidio – l’ultimo di una lunga serie – di Giuseppe Messina, muratore disoccupato di 36 anni di San Pietro Clarenza, nel Catanese. «Di mancanza di occupazione, oggi, si muore più che mai a causa dell’assenza di politiche che tutelino la dignità del lavoro rispetto al primato, sempre più tirannico, della finanza», afferma Angelo Mattone.
[Foto di LiminalMike]