Radio Autonoma sfida Radio Padania Online il nuovo progetto di Lombardo

In principio furono le «chiacchierate attorno al caminetto» del Presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Delano Roosevelt che durante la Seconda guerra mondiale scaldò i cuori delle famiglie statunitensi in apprensione per i propri figli e mariti in guerra. Poi fu la volta di Winston Churchill che grazie a Radio Londra faceva da contraltare alla propaganda nazi-fascista con una trasmissione tutta in lingua italiana.

Spenti i carri armati e posate le armi da combattimento, la guerra politico-mediatica è andata ugualmente avanti. La Sicilia, da sempre terra di conquista, non perde l’occasione di mostrare la propria vitalità in tal senso. E lo fa con Radio Autonoma, il nuovo progetto multimediale del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. La radio ogni giorno trasmetterà sul web dalla sede di Via Pola a Catania e per ore sarà collegata con un network di altre radio private.

Così, incuriositi dal progetto, abbiamo sentito Giacomo Cagnes, direttore responsabile della radio che è online da qualche ora e verrà presentata domani al congresso dell’MpA di Caltanissetta.

A chi si rivolge Radio Autonoma?
«Radio autonoma si rivolge ai siciliani e a tutti i meridionali nel mondo. Il nostro obiettivo è quello di essere la radio delle coscienze libere della nostra terra».

Ma sarete come Radio Padania?
«Ci differenzieremo in maniera estrema da loro. Mi vengono i brividi quando ne sento parlare perché contesto e condanno l’atteggiamento utilizzato da coloro che hanno usufruito da Radio Padania. Rispettiamo i valori, le coscienze e il diritto di tutti di esprimersi. Radio Padania l’accettiamo come un’idea di voce del territorio ma non accettiamo l’atteggiamento che viene trasmesso da questa radio. Un atteggiamento razzista, sfregiante verso i diritti dei meridionali. Mi rifiuto di pensare che siano in molti a pensare che i meridionali siano dei parassiti, che siano un male per le loro città. Che si guardino intorno e realizzino come un buon 50% dei loro concittadini è anche di estrazione meridionale. Noi non vogliamo fare battaglie offendendo la gente, accettiamo tutte le posizioni. Ma siamo consapevoli che la Sicilia ha bisogno di comunicare senza filtri».

Da chi verrà gestita la vostra radio?
«Ho avuto il piacere di essere chiamato dal Presidente Lombardo per questo incarico di gestione del progetto che ho preso con tanto entusiasmo essendo uno dei primi autonomisti in Sicilia. Sono animato dall’amore per questa terra che è il sentimento fondamentale da mettere in campo. Questo lo farò con un gruppo di giovani collaboratori che vorranno fare proprio questo».

Quali contenuti verranno proposti ai radioascoltatori?
«Saranno quelli di un classico palinsesto radiofonico tout court. Parleremo di musica, storia, arte, cinema, sport, politica ovviamente, cronaca. Faremo la rassegna stampa, organizzeremo dei dibattiti con ospiti in studio. Cercheremo di mettere al centro dell’attenzione anche il popolo migrato, quello che non sta più in Sicilia ma che vuole avere notizie dalla Sicilia. Cercheremo di miscelare il tutto in uno spazio di 24 ore. Accetteremo ovviamente i consigli dei nostri radioascoltatori per migliorarci».

Come verrà finanziata Radio Autonoma?
«La radio parte dal presupposto che sarà il Movimento per l’Autonomia a finanziarla. Non saremo la radio che naviga nell’oro o che farà voli pindarici. Punteremo sulla militanza come ha chiesto il Presidente Lombardo. Quindi, tutti i militanti e i giovani saranno volontari dell’informazione. In tempi non sospetti, parlavo di una “task force per la comunicazione” per far sì che la Sicilia venga protetta da chi spara sempre contro di noi. Non ci possiamo permettere di pagare i nostri volontari ma avremo bisogno di contributi da chi crede in questo tipo di promozione mediatica».

Può anticiparmi dei nomi di leader che saranno spesso ai microfoni della vostra radio?
«Non sappiamo ancora chi saranno i leader che avremo ospiti in radio. Noi ci auguriamo che saranno presenti tutti i leader che amano la nostra isola. A loro apriremo la radio, realizzando approfondimenti andando nel merito di ciò che sono le nostri radici. Il politico moderno sarà ben accetto. Ma andremo a fare anche un percorso storico: punteremo molto sul dialetto e sulle varie sfumature linguistiche di ogni provincia. Andremo in giro a intervistare i personaggi locali e daremo voce a tutti i territori».


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