Ex Provincia, i casi di tumore preoccupano i lavoratori I sindacati: «Chiediamo un controllo in via preventiva»

«Solo quest’anno, nel mio ufficio, ci sono stati tre morti, più altri casi di colleghi malati. Noi non accusiamo nessuno, ma siamo spaventati e poniamo solo alcuni interrogativi». Sono i timori dei dipendenti della ex Provincia regionale di Palermo che per diversi anni hanno lavorato negli uffici distaccati in via San Lorenzo, in un edificio risalente alla metà degli anni Novanta e che si sviluppa su cinque piani. Dal 2001, circa trecento persone hanno occupato quei locali e negli ultimi anni – riferiscono alcuni di loro – ci sarebbero stati decine di casi di morte per tumore. Nessun dato ufficiale, ma una situazione che ha provocato la preoccupazione dei lavoratori che chiedono maggiori controlli sul posto di lavoro. Meridionews ha provato a chiedere un commento sul tema da parte dell’ex Provincia, ma senza risultato.

«Per oltre dieci anni abbiamo occupato i primi tre piani dello stabile – racconta Saverio Cipriano, sindacalista Cgil –  e negli ultimi anni trenta colleghi sono morti e tanti altri si sono ammalati. Non siamo medici, quindi mi auguro che le nostre paure siano infondate». Negli ultimi tre anni, intanto, i dipendenti sono stati spostati nei locali in via Roma: un trasferimento deciso per consentire l’adeguamento alle più recenti norme in materia antincendio. L’edificio di via San Lorenzo, però, non è rimasto vuoto. Gli ultimi piani sono attualmente occupati dal personale dell’Arpa e dal Provveditorato agli studi. Nel frattempo, i locali inferiori sono rimasti sfitti in vista dell’avvio dei lavori che dovrebbero partire a breve.

Intanto, il 30 agosto la segreteria provinciale della Funzione pubblica di Palermo ha inviato una segnalazione all’Azienda sanitaria provinciale. «Su una popolazione lavorativa di circa 300 unità – si legge nel documento – sono stati riferiti una trentina di casi di mortalità tumorale e comunque riconducibili a varie patologie di origine tumorali». Dati che suscitano «una lunga e attenta riflessione, dalla quale ci si è convinti della necessita di chiedere l’avvio, se non già in essere, di uno studio epidemiologico di mortalità nella corte di lavoratori». A firmare la richiesta il segretario generale di Palermo Giovanni Cammuca. che chiarisce: «Potrebbe non esserci alcun nesso di causalità tra le morti e l’edificio, ma ci è sembrato giusto chiedere un controllo in via preventiva». 

Un correlazione, tuttavia, assai difficile da dimostrare sulla scorta di questi elementi, come spiega il direttore dell’unità operativa complessa di oncologia medica dell’ospedale Buccheri la Ferla di Palermo Nicolò Borsellino: «Un campione di trecento persone è troppo limitato per poter trarre delle conclusioni statistiche: un bacino così ridotto può essere in qualche modo oggetto di un errore statistico legato alla casualità». Anche la diversa tipologia di tumori che hanno colpito i lavoratori non semplificherebbe l’eventuale indagine di una sostanza incriminata: «Nel caso dell’amianto si è giunti a una correlazione perché c’era una tipologia di tumori ben precisa collegata a una sostanza – aggiunge Borsellino – In questo caso la variabilità rende ancora più problematico il quadro».


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