San Filippo del Mela, Cattafi e il parco commerciale Dietro le tangenti in Comune interessi dell’avvocato

Al centro dell’inchiesta che ieri ha portato all’arresto del sindaco di San Filippo del Mela Pasquale Aliprandi e del vicesindaco Giuseppe Recupero ci sarebbe una tangente da 12mila euro. Tangente intascata per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione del parco commerciale La città della moda, del commercio e della tecnologia. All’epoca dei fatti Aliprandi era vice sindaco, mentre Recupero ricopriva la carica di assessore comunale al Commercio. 

Nell’indagine sono finiti anche Giuseppe Cucuzza ex sindaco di San Filippo del Mela, e il consigliere comunale Massimiliano Ragno. Per entrambi la procura di Barcellona aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip Fabio Gugliotta ha rigettato la richiesta. A far scattare le indagini condotte dai carabinieri del Ros alcuni spunti forniti anche da dichiarazione di collaboratori di giustizia. Durante l’attività investigativa emerge la figura di Rosario Pio Cattafi, «avvocato ritenuto esponente di primo piano del sodalizio criminale operante nella zona e deputato alla gestione dei rapporti illeciti con parte del mondo politico istituzionale». Come si legge nelle carte dell’ordinanza, lo stesso Cattafi è «attualmente imputato nel processo penale in corso davanti al tribunale di Barcellona per abuso d’ufficio in relazione a una vicenda relativa alla realizzazione di un parco commerciale che avrebbe dovuto sorgere in contrada Siena a Barcellona». 

E l’interesse dell’avvocato ci sarebbe stato secondo gli investigatori anche nel progetto di contrada Archi. «Affare che portava avanti salvaguardando la riservatezza del proprio intervento – scrivono i magistrati – grazie a una schiera di soggetti pienamente inseriti nella vita amministrativa deputati alla gestione delle autorizzazioni e delle licenze, capaci di porre in essere strumentali condotte di corruttela attraverso l’adozione illecita di compensi economici non dovuti». I soggetti in questione secondo la procura sono proprio Aliprandi, Recupero, Cucuzza e Ragno. Insieme a Cattafi, per i carabinieri dei Ros e per il procuratore capo Emanuele Crescenti, «tra i soggetti che svolgevano ruolo particolarmente attivo viene individuato dagli investigatori un imprenditore, che a lui si rivolgeva per dirimere l’iter autorizzativo dell’iniziativa imprenditoriale la cui domanda giaceva dal 2006 in attesa delle opportune valutazioni». 

L’imprenditore è deceduto a novembre 2014, di origini catanesi ma operante nel Messinese che, previa stipula di un contratto di consulenza con la società progettista del centro commerciale, avrebbe mediato i rapporti con gli amministratori. Cattafi e il catanese avrebbero avuto contatti telefonici «caratterizzati dall’utilizzo di un linguaggio allusivo» per non rivelare «qualsiasi particolare che consentisse di svelare il coinvolgimento del primo nella vicenda». Per vedersi di presenza, i protagonisti di questa storia avrebbero pianificato «incontri personali giustificati in modo palesemente forzato con ricorso singolari improbabili esigenze conviviali nelle ore più disparate». 

Come accaduto il 28 novembre 2010 tra Cattafi e Cocuzza. Nel corso della telefonata i due concordavano di incontrarsi di lì a poco davanti all’ospedale di Barcellona. Alle 23.22 dell’8 novembre dopo l’appuntamento con Cocuzza, Cattafi invia all’imprenditore catanese un messaggio. «Ho finito la stesura del contratto domani verifico alcuni particolari. Credo sia venuto come volevi tu. Giovedì te lo consegno. Un salutone Saro». Qualche ora dopo, con una telefonata, l’altro lo ringraziava «per il contratto». A questo punto Cattafi interrompeva l’interlocutore chiedendogli se si trovasse in ufficio. Ricevuta risposta affermativa, gli annunciava che lo avrebbe raggiunto a breve «per un aperitivo».

Intanto è di oggi la notizia delle dimissioni irrevocabili del sindaco Aliprandi. A renderlo noto sono stati i legali dell’ormai ex primo cittadino.


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