Black cat, le vendette in amore della mafia «Le bruciamo l’auto e la lasciamo a piedi»

Intimidazioni, estorsioni, pizzini. La mafia, però, non guarda solo agli affari. Anche il terreno di sentimenti e relazioni può essere pericoloso. «Qualche sera di queste u fratellinu lo lasciamo a piedi». Così la sera del 2 dicembre 2012 Michele Modica racconta al fedele subalterno Antonino Vallelunga la sua intenzione di bruciare l’auto del marito dell’ormai ex amante. Sull’onda del risentimento, i due architettano un piano. Vallelunga dovrà effettuare un iniziale sopralluogo presso la casa dei due coniugi a Trabia e individuare l’auto da danneggiare. Il monitoraggio va avanti per alcuni giorni: «Oggi ci sono andato qualche due volte». E Modica non appare neppure turbato dai continui litigi con la donna che lo ha lasciato: «Può fare quel che cazzo vuole, quello che può dire di me sai cos’è? – chiede a Vallelunga che lo ascolta – Quello che sanno tutti, che comando io! Altre cose se le può scordare».

L’amico non è da meno. E anche lui cede ai progetti di vendetta dopo la fine di una relazione. Soprattutto quando la donna, archiviata la storia, intrattiene gli amici con i racconti sul suo ex fidanzato, smascherandone la partecipazione all’organizzazione mafiosa. «Bastarda! Mi ha consumato la vita», dice Vallelunga a Modica nel pomeriggio del 13 gennaio 2013. «Cosa inutile, bastarda nel vero senso della parola – risponde l’amico -, bastarda dentro». Non si spiega proprio, Vallelunga, come la donna non capisca la pericolosità del raccontare certi dettagli su di lui: «Ma se ce l’hai con me, che ci vai a raccontare queste cose! Inventa tutte le minchiate, ma non quelle che possono fare pure danno», dice riferendosi probabilmente al rischio di finire in galera.

Passano pochi giorni. È il 22 gennaio 2013 quando i due tornano agli sfoghi e alle confidenze. E anche questa volta, com’era stato per Modica l’anno prima, urge un piano intimidatorio. «Appena è ora ci dobbiamo bruciare la macchina a questa e la lasciamo a piedi – suggerisce l’amico che c’è già passato -. Mi sono stufato, hai capito? Argomento chiuso!». Non c’è alternativa. E non c’è neppure spazio per lasciarsi andare a vendette impulsive. Modica, infatti, raccomanda a Vallelunga di realizzare il progetto intimidatorio con cautela, senza dare nell’occhio. «Per ora ci dobbiamo stare fermi due minuti. Pensiamo un poco, pure se cervello non ce n’è. Dobbiamo pensare un poco». 


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