A Palermo e provincia 450 infermieri precari Nursid: «Stabilizzazioni o assistenza a rischio»

Con l’arrivo dell’estate l’assistenza dei pazienti negli ospedali potrebbe essere a rischio. A lanciare l’allarme è il Nursid di Palermo, il sindacato delle professioni infermieristiche che punta il dito contro il blocco delle assunzioni, imposto dal governo nazionale da sei anni, che ha generato un aumento dei contratti per il personale a tempo determinato nel tentativo «di garantire in qualche modo i livelli minimi di assistenza». Ora, però, con l’arrivo dell’estate, i nodi verranno al pettine, acuendo una situazione critica già da tempo. Secondo una prima stima, seppur ancora provvisoria, solo a Palermo e provincia sarebbero 450 i precari storici del personale infermieristico. 

Una previsione probabilmente in difetto, se si tiene conto che circa 200 sono i precari dell’Azienda ospedaliera universitaria di Palermo, il policlinico Paolo Giaccone e altri 100 quelli dell’azienda ospedaliera Ospedale riuniti Villa Sofia – Cervello. «Si tratta di un problema strutturale – spiega il segretario amministrativo provinciale Nursid Palermo, Agata Cocco – perché il problema delle piante organiche carenti c’è sempre stato, ma i tempi si sono allungati oltremodo. Siamo ormai a giugno e le delibere delle assunzioni, che miravano alla stabilizzazione del personale infermieristico precario, sarebbero dovute iniziare dal mese di febbraio».

L’assessorato alla Sanità della Regione siciliana, infatti, sulla base delle linee guida emesse, si era impegnato entro gli inizi dell’anno a sbloccare le assunzioni ma il completamento delle piante organiche delle aziende non è stato mai attuato. Per questo motivo, il sindacaro chiede subito lo sblocco delle assunzioni, anche perché ormai l’estate è alle porte. «Siamo già in periodo di godimento di ferie estive – affermano Enrico Virtuoso e Agata Cocco, segretari territoriale e amministrativo del Nursind Palermo – e questa condizione provocherà notevoli problemi nella copertura dei turni di lavoro e nell’erogazione dell’assistenza ai pazienti». 

Un’emergenza che vede, tuttavia, l’Isola spaccata a metà: «Se nella Sicilia orientale – spiegano Cocco e Virtuoso – sono state da poco avviate le procedure di reintegro del personale infermieristico mancante, per quella occidentale ad oggi non si procede ancora. Il percorso di rideterminazione delle piante organiche ha subito degli intoppi. Per questo motivo chiediamo che vengano velocizzate al più presto le procedure per la stabilizzazione dei precari. Se quanto detto non avverrà in tempi ragionevoli – concludono – saremo pronti ad attivarci con azioni dirette a tutelare gli interessi dei colleghi precari e della salute dei cittadini».


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