La lista dei candidati cosiddetti impresentabili, stilata dalla commissione parlamentare Antimafia in occasione delle elezioni non ha effetti vincolanti sulle candidature. Un concetto chiaro ma che in questi giorni ha innescato un dibattito molto acceso. A tornare sulla questione è la presidente della commissione, Chiara Colosimo, spiegando come l’organismo possa soltanto segnalare situazioni considerate opache […]
Impresentabili alle elezioni, Colosimo: «In futuro cambieremo le regole»
La lista dei candidati cosiddetti impresentabili, stilata dalla commissione parlamentare Antimafia in occasione delle elezioni non ha effetti vincolanti sulle candidature. Un concetto chiaro ma che in questi giorni ha innescato un dibattito molto acceso. A tornare sulla questione è la presidente della commissione, Chiara Colosimo, spiegando come l’organismo possa soltanto segnalare situazioni considerate opache senza impedire concretamente la partecipazione al voto dei candidati.
Le parole di Colosimo
«Non scelgo io, è la legge istitutiva che stabilisce i limiti e i poteri di questa operazione», ha dichiarato Colosimo. La presidente dell’Antimafia ha poi aggiunto: «Alcuni reati sarebbero davvero ostativi alla vita pubblica, anche se sono soltanto rinvii a giudizio o primo grado». E ancora: «Non ci si può occupare della cosa pubblica se c’è un’ombra che riguarda la criminalità organizzata». Colosimo ha annunciato tuttavia l’intenzione di lavorare, nella prossima legislatura, a una modifica della legge istitutiva della commissione.
Il caso Sicilia e i Comuni sciolti
Negli ultimi anni anche la Sicilia è finita più volte al centro del dibattito sugli impresentabili, con diversi candidati segnalati dalla commissione Antimafia in occasione delle amministrative. L’ultimo caso è quello di Randazzo con tre candidati a sindaco su cinque finiti nell’elenco della commissione. Una vicenda che ha acceso lo scontro politico sul rapporto tra garantismo e opportunità politica. Colosimo ha inoltre annunciato una relazione sul tema dello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose, sottolineando come spesso «cambia la giunta ma il dirigente che firma è lo stesso», definendo questo aspetto «un ponte con la criminalità organizzata».