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Giorgia Meloni a Niscemi: sorvolo in elicottero e vertice in Comune. «Rincorre gli avversari»

«Siamo qui per lavorare». Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il suo ingresso al Comune di Niscemi, nel Nisseno, accolta da decine di giornalisti che le chiedevano conto della sua visita nei territori devastati dalla frana. Una presenza attesa e al tempo stesso contestata, arrivata mentre l’emergenza resta aperta e il dibattito politico si fa sempre più acceso.

La premier ha effettuato un sopralluogo nelle aree colpite con un sorvolo in elicottero, dopo essere atterrata all’aeroporto di Catania. Al suo fianco il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano. A Niscemi la frana, che è ancora attiva, ha costretto circa 1.500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni, aprendo una ferita che va oltre l’evento e riporta al centro il tema del dissesto idrogeologico.

La visita di Meloni e le polemiche

La visita della presidente del Consiglio non ha però placato le polemiche. Anzi, ha alimentato lo scontro politico. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, attacca frontalmente Palazzo Chigi: «Meloni è scesa in Sicilia all’improvviso, il giorno dopo Elly Schlein, rincorrendo gli eventi e gli avversari. È andata dopo le nostre denunce. Speriamo che ora si occupi davvero del dissesto e del maltempo e che annunci la riapertura di Italia Sicura. Il ciclone Harry ha fatto male al Sud, ma anche il ministro Nello Musumeci ci ha messo del suo», sostiene Renzi.

Sulla stessa linea critica la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che proprio nelle ore precedenti aveva visitato i territori colpiti. «In Sicilia ho trovato una situazione drammatica – ha dichiarato in conferenza stampa alla Camera –. A Niscemi ci sono 1.500 persone fuori casa, la frana è ancora attiva e servono risorse immediate. Lo stanziamento di cento milioni deciso dal Consiglio dei ministri è del tutto insufficiente». Schlein ha ricordato come la stima dei danni in Sicilia sia stata rivista al rialzo dal presidente della Regione Renato Schifani fino a due miliardi di euro, chiedendo lo spostamento dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto per sostenere i cittadini colpiti e un grande piano nazionale di prevenzione contro il dissesto idrogeologico.

Intanto, sul fronte giudiziario, la procura della Repubblica di Gela ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana in relazione ai gravi eventi che stanno interessando Niscemi. L’inchiesta, al momento contro ignoti, è seguita da due pubblici ministeri insieme al procuratore capo Salvatore Vella, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo nelle zone colpite.


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