L’omicidio del piccolo Loris L’auto della mamma mai a scuola

Nuovi sviluppi nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Andrea Loris Stival, il bimbo di 8 anni ucciso sabato pomeriggio nel ragusano. Le telecamere nei pressi della scuola Falcone e Borsellino di Santa Croce Camerina, secondo quanto emerso dall’esame degli investigatori, non avrebbero registrato il transito dell’auto della mamma del piccolo. Nessuna delle telecamere funzionanti avrebbe ripreso la vettura. Inoltre, nel racconto della donna ci sarebbe un buco di 15 minuti. 

Il giallo dunque si complica. Quello che sembra certo, invece è che Loris sarebbe stato strangolato con delle fascette elettriche. 

Su questo particolare si sofferma, sollecitato dai cronisti, Francesco Villardita, legale della famiglia Stival:

 «Ci sono problemi su una fascetta che sarebbe compatibile, e qualunque strumento penso sia compatibile per strangolare una persona purché sia abbastanza lungo per poterlo fare».

 Alla domanda se le fascette consegnate dalla madre alla maestra del piccolo possano essere compatibili, ha risposto: 

«Non lo so, ci vogliono accertamenti tecnici per poterlo accertare. In questo momento – ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti – non sono in grado di poter rispondere alle vostre domande perché non abbiamo comunicazioni in merito. La signora non è indagata, ma anche se lo fosse non avremmo accesso agli atti. Nulla cambia. Oggi – ha concluso il legale – sono venuto soltanto a trovare la signora che sta malissimo». 

L’avvocato invita tutti a ricordare che al momento la mamma di Loris è parte lesa in una inchiesta per omicidio. Tenta, insomma, di porre un freno a quella morbosità giornalistica che ha fretta di trovare un colpevole. 

Morbosità condannata anche dal Sindaco di Santa Croce che abbiamo intervistato. 


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