POLITICANDO/ caro Crocetta quando comincerà ad occuparsi veramente della Sicilia?

di Carmelo Raffa

La manifestazione del Movimento cinque Stelle tenutasi domenica scorsa a Palermo ha avuto un ampio successo per quanto concerne la partecipazione popolare. Migliaia e migliaia di uomini e donne si sono ritrovati in Piazza del Parlamento, di fronte la sede dell’Assemblea regionale siciliana, per dire un no secco a Rosario Crocetta ed al suo modo di governare che nell’arco di due anni ha portato alla Sicilia solo ed esclusivamente danni su danni che sono visibili agli occhi di tutti.

Infatti tante Imprese hanno chiuso i battenti e tante saracinesche di negozi si sono abbassate. Tanti lavoratori si sono ritrovati senza lavoro e la percentuale dei giovani disoccupati si avvicina quasi al cento per cento.

Nessun progetto di sviluppo serio per l’agricoltura, per il turismo, per l’artigianato e per l’industria ed in compenso parole, parole e sempre più parole da parte dell’attuale Governatore che, nelle parole proferite, preferisce inserire mafia, antimafia e mafiosi.

La piena riuscita della manifestazione e la valanga di firme raccolte per sfiduciare e spodestare Rosario Crocetta ha dato sicuramente parecchio fastidio al diretto interessato che però… è riuscito anche questa volta ad usare la parola mafia ed antimafia per i suoi fini, sfruttando l’occasione propizia ed il pane per i suoi denti offertigli dal leader del Movimento cinque Stelle Beppe Grillo.

Ma Crocetta conosce bene Beppe Grillo? E se lo conosce sa quando parla da politico e quando da comico?

La battuta sulla mafia pronunziata da Beppe Grillo è stata senz’altro infelice, ma solo se presa seriamente e non come battuta comica.

Il Governatore, invece, che attualmente gode di troppa impopolarità, anziché, ancora una volta, perdere tempo con le battute di Grillo e con la parola antimafia farebbe bene a trovare un’intesa seria e non sulle siggiuzzi per un futuro di speranza per la Sicilia ed i siciliani.

Ciò potrà avvenire se in queste ore metterà da parte il suo cerchio magico-tragico per far posto ad un dialogo sereno con i partiti ed i gruppi che volenti o dolenti lo sostengono. partendo dal presupposto che non potrà tenere tutto quello che ha tenuto fino ad oggi.

 


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