Favignana: direttore di banca ruba 400mila euro a un cliente disabile, indagato

Approfittando del suo ruolo di direttore di banca della filiale di Favignana avrebbe prelevato circa 400mila euro dai conti correnti di una persona disabile affetta da cecità totale. É l’accusa contestata a un 62enne che adesso è indagato per furto aggravato e autoriciclaggio dalla procura di Trapani che ha disposto il sequestro di beni per una cifra equivalente. L’istituto di credito lo aveva già sospeso e non è più in servizio dal 2022. Gli accertamenti sono stati avviati dopo la segnalazione da parte del nucleo speciale di polizia valutaria di operazioni sospette per movimentazioni «ingiustificate» dai conti correnti di una persona disabile. In particolare, tra il 2017 e il 2021 sarebbero stati prelevati oltre 400mila euro. Secondo l’accusa, a eseguire i prelievi è stato l’indagato che avrebbe approfittato delle mansioni di direttore e gestore di investimenti della clientela privata. Dalle indagini è emerso che il 62enne avrebbe scelto la vittima tra i clienti più facoltosi e fragili presenti sull’Isola, conquistandone la fiducia

Stando a quanto è stato ricostruito finora nell’ambito dell’operazione che è stata denominata Soldi facili, la tesi della procura è che il 62enne avrebbe arbitrariamente simulato la presa di polizze di investimento, si sarebbe impadronito di somme relative a disinvestimenti non disposti dal titolare e avrebbe effettuato bonifici e prelievi diretti sui suoi conti correnti. Senza che il cliente fosse informato di nulla. Per potere fare questo, il direttore della banca avrebbe creato anche documenti bancari e deleghe a operare con sottoscrizioni false e acceso a rapporti bancari sconosciuti alla vittima. Inoltre, in molte occasioni per effettuare i prelievi illeciti avrebbe utilizzato indebitamente le credenziali di altri colleghi di banca. Le indagini sono tuttora in corso per approfondire la posizione di vari soggetti sui conti correnti dai quali sono transitate le somme prelevate alla vittima e la ricostruzione dei flussi finanziari impiegati dall’indagato per l’acquisto di un immobile che è stato sequestrato. La procura ipotizza anche che le somme prelevate dal conto corrente potrebbero essere state trasferite a terzi edimpiegate in attività illecite.


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