Il Wall Street Journal: “Il Governo Letta porterà l’Italia al cimitero”

PER IL QUOTIDIANO FINANZIARIO AMERICANO, L’ATTUALE ESECUTIVO NON E’ POLITICAMENTE IN GRADO DI VARARE LE RIFORME STRUTTURALI INDISPENSABILI PER RILANCIARE IL NOSTRO PAESE

“L’Italia rischia di finire al cimitero”. Ad affermarlo non sono i soliti Partiti e Movimento di opposizione. No, questa volta il vaticinio non arriva dall’Italia, ma da fuori. Ad esprimere un giudizio durissimo sul Governo Letta è il Wall Street Journal, uno dei giornali economici più autoreVoli del mondo.

In un lungo articolo, che analizza la situazione economica del nostro Paese – riportato, per grandi linee, sul sito Bastacasa – il quotidiano economico statunitense fa il punto della situazione sul nostro Paese. Un’analisi economica accurata, che prende in esame le più importanti variabili del sistema Italia. (sopra, foto tratta da trend-anline.com)

Il giornale americano guarda allo scenario economico europeo entro il quale opera il nostro Paese. E lo inquadra all’interno del sofferto dibattito politico nazionale con in testa la cosiddetta Legge di stabilità che il Parlamento, non senza forzature, si accinge ad approvare. Il tutto a due settimane dalle elezioni primarie del PD che dovrebbero designare Matteo Renzi segretario del Partito Democratico. Con Berlusconi e la sua rinata Forza Italia che si accingono a passare all’opposizione.

Ebbene, secondo il Wall Street Journal, L’Italia è il Paese che “ha fatto più progressi di ogni altro nel ripianare il proprio bilancio”, ma adesso ha urgente bisogno di riforme strutturali che l’attuale Governo non è in grado di portare avanti perché “paralizzato”.

Secondo il giornale economico americano si aprono tre scenari. Il primo scenario è quello di un “Governo senza catene”, ovvero un esecutivo in grado di avviare le riforme. Il secondo scenario è che il successo di Matteo Renzi alle primarie del PD apra la strada a “nuove elezioni per arrivare ad un Governo di maggioranza”, cioè ad un esecutivo in grado di agire con maggiore autonomia. Il terzo scenario è che Renzi non riesca a “soppiantare” Letta; questo si verificherebbe nel caso in cui l’attuale capo del Governo dovesse riuscire a raccogliere “il sostegno parlamentare del proprio partito e del capo dello Stato Giorgio Napolitano”. In questo terzo caso, secondo il giornale americano, l’Italia verrebbe trascinata in un nuovo stalli politico.  

Il terzo scenario, per il WSJ sarebbe una “prospettiva seriamente allarmante”: ovvero un Governo Letta che duri fino al 2015: un Governo che perseguirebbe solo due obiettivi: stabilità ed equilibrio dei conti: “Non sorprende – scrive il giornale americano – che molti italiani temano che la stabilità che offre Letta si scopra essere quella di un cimitero. E molti tra i maggiori imprenditori sono convinti che le larghe intese abbiano tentato poco e ottenuto ancora meno”.

Duro il giudizio del quotidiano finanziario americano sil Governo delle larghe intese. “Sono passati sette mesi da quando Enrico Letta è diventato premier e l’unico risultato apprezzabile è il calo degli interessi sui titoli a dieci anni del Tesoro e lo spread con i bund tedeschi”.

Per il giornale americano i risultati ottenuti da Letta sono deludenti: su 800 miliardi di spese, l’attuale Governo è riuscito a tagliare “solo 2,5 miliardi”. Il tutto mentre l’Italia resta il Paese con le tasse “più alte dell’Eurozona”.

La coalizione, prosegue il WSJ, non mostra “alcun desiderio serio di riforma”. Un Governo, qulla di Letta, che a parere degli americani rischia di fare la fine del Governo di Mario Monti: e cioè di impantanarsi nella “sabbia”.


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