Matteo Renzi: ma qual è il suo programma per l’Italia?

IL SINDACO DI FIRENZE E’ UN SIMPATICONE. MA, AL DI LA’ DEGLI SLOGAN, NON VEDIAMO MOLTO. COSA PENSA SULLA NATO? E SUL MUOS DI NISCEMI? SAPPIAMO, PERO’, CHE IN SICILIA HA STRETTO ALLEANZA CON CROCETTA & LUMIA. CIOE’ CON CHI STA FALLENDO SU TUTTA LA LINEA!

Che Matteo Renzi sia un simpaticone non vi è ombra di dubbio. Di questi personaggi affascinanti la politica della Seconda Repubblica ne ha proposto numerosi. Tutti senza costrutto e senza progetto. Tutti candidati a gestire il potere ma senza visione politica (generale) e della società del futuro.

Verrebbe voglia di ricordare alcune figure della Prima Repubblica che emanavano poca simpatia, ma erano portatori di valori, di visione politica e di progetto sociale. Magari i loro progetti non erano condivisibili ma di sicuro avevano il senso dello Stato, della sua laicità, del pluralismo culturale e sociale. In una parola, erano politici.

Solo per ricordarne alcuni: Fanfani, Andreotti, Togliatti, Moro, Nenni, Berlinguer e, perfino, Occhetto. Questi, nel bene o nel male, hanno fatto l’Italia repubblicana ed hanno portato un Paese distrutto a stare nel circuito delle grandi potenze economiche e politiche mondiali.

Nella Repubblica dei nostri giorni il nuovo che avanza porta il nome di Matteo Renzi. Un simpaticone, ripetiamo, grande comunicatore del nulla. Ad esaminare con attenzione le sue predicazioni non si riesce ad enucleare alcunché che abbia lontanamente l’idea dell’innovazione.

Solo slogan anti-tutto ciò-che-fanno-gli-altri ma nessuna proposta su ciò che intende fare lui.

In questa occasione vogliamo proprio invitarlo a pronunciarsi su una questione fondamentale per un progetto di rinnovamento del Paese. Una questione che attiene alla sovranità limitata nella quale l’Italia si dibatte da sempre e dalla quale nascono le ingerenze territoriali da parte delle autorità militari statunitensi, quali il Dal Molin di Vicenza o il Muos di Niscemi.

Ha senso, a seguito della caduta del Muro di Berlino, continuare a stare nella Nato? Ha senso continuare a mantenere in vita il trattato bilaterale con gli Usa del 1954? Ha senso mantenere in vita la modifica dell’articolo 81 della Costituzione che prevede il pareggio di bilancio obbligatorio? Ha senso continuare a mantenere nell’articolo 75 della Costituzione il divieto di referendum popolare per la ratifica dei trattati internazionali?

Ecco, questi sono soltanto alcuni temi che rappresenterebbero un vero rinnovamento del sistema Paese; concorrerebbero ad ampliare la visione popolare ai temi generali della politica estera del nostro Paese, tema dal quale la discussione della gente comune è totalmente assente, perché costituzionalmente non gli appartiene, ma che, tuttavia, determina le politiche generali e di bilancio.

L’assenza di questi temi dalla discussione della gente è surrogato dal dibattito su Berlusconi sì o Berlusconi no, come se non fosse chiaro che la figura di Berlusconi nella politica nazionale non fosse stata inventata in contrade assai remote rispetto al territorio nazionale.

Ebbene, caro Sindaco di Firenze, se proprio vuole assumere responsabilità politiche di livello nazionale che, in quanto tali, postulano anche la gestione di rapporti internazionali, cominci, se vuole, a dare risposte a questi temi. Non si curi dei Crocetta, dei Lumia o del Megafono, perché di questa sorta di amplificatore, se non ha argomenti da proporre, non se ne fa nulla. Il Megafono infatti è servito ad annunciare ad alta voce la ‘rivoluzione siciliana’ che alla prova dei fatti ha fallito su tutta la linea.

 


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