Sanjay Gupta, capo corrispondente medico della CNN: “La marijuana in medicina va legalizzata”

LA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS MEDICA VIENE ASSOCIATA A UN RIDOTTO USO DI ALCOL E A UNA DIMINUZIONE DEGLI INCIDENTI STRADALI MORTALI

Il dottor Sanjay Gupta, capo corrispondente medico della CNN, si è scusato per essersi opposto all’uso medico della cannabis e ha dichiarato “Ho fatto parte di quell’inganno”. E’ quanto si legge sul bollettino dell’International Association for cannabinoid medicines. 

Gupta si è scusato per essersi opposto pubblicamente alla legalizzazione della Cannabis, dicendo che non c’era “alcuna base scientifica” per sostenere che la Cannabis non aveva benefici medici.

“Negli Stati Uniti siamo stati terribilmente e sistematicamente ingannati per quasi 70 anni e mi scuso per il mio ruolo in questo”, ha scritto in un post l’8 agosto su CNN.com.

Il corrispondente medico della CNN ha osservato gli alti tassi di decessi per sostanze da prescrizione medica. “Non sono riuscito a trovare un caso documentato di qualcuno che sia morto per una overdose di marijuana”.

Per la cronaca, va ricordato che, nel gennaio 2011, Gupta è stato definito “uno dei 10 personaggi più influenti” dalla rivista Forbes. Lo scienziato ha affermato di non aver approfondito abbastanza le ricerche sul tema e non aver seguito alcune nuove ricerche che erano state fatte. E’ stato incoraggiato a esaminare ulteriormente la questione dopo l’incontro con una bambina di 5 anni in Colorado, alla quale la Cannabis medica ha drasticamente ridotto la quantità di attacchi di cui soffriva. Il tempo trascorso con lei e gli altri gli ha fatto capire che i medici dovrebbero essere responsabili di fornire la migliore assistenza possibile e che questa potrebbe includere l’utilizzazione della Cannabis.

La legalizzazione dell’uso della cannabis medica – si legge sempre nel bollettino – è stata associata con un ridotto uso di alcol e di incidenti stradali mortali. Questo è il risultato di uno studio condotto da scienziati della Montana State University, University of Oregon e University of Colorado, che hanno valutato i dati sia per quanto riguarda il consumo di alcol che per il tasso di mortalità per incidenti stradali negli anni dal 1990 al 2010. Gli scienziati hanno notato che nel primo anno dopo l’entrata in vigore, la legalizzazione della cannabis medica “è stata associata con una diminuzione degli incidenti stradali dell’8 – 11 per cento.”

Gli autori hanno scritto che “la legalizzazione è anche associata a forti diminuzioni dei prezzi di marijuana e del consumo di alcol, il che suggerisce che la marijuana e l’alcool sono sostituti l’uno dell’altro.” Hanno concluso “che l’alcol è il probabile meccanismo attraverso il quale la legalizzazione della marijuana medica riduce i decessi per incidenti stradali. Tuttavia, questa conclusione non implica necessariamente che la guida sotto l’effetto di marijuana sia più sicuro rispetto alla guida sotto l’influenza di alcool. L’alcol è spesso consumato nei ristoranti e nei bar, mentre molti Stati vietano l’uso di marijuana medica in pubblico. Se il consumo di marijuana avviene generalmente in casa o in altri luoghi privati, la legalizzazione potrebbe ridurre le vittime della strada semplicemente perché i consumatori di marijuana sono meno propensi a guidare in stato di alterazione. “I morti per incidenti stradali sono la prima causa di morte tra gli americani di età tra i 5 e i 34 anni.

 


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