Finalmente il senatore dell'udc, giampiero d'alia, ha smesso di invocare l'arrivo dei 'sceriffi' di monti a palermo e il commissariamento della sicilia. Cosa gli avrà fatto cambiare idea? vogliamo sperare che si tratti di una presa di coscienza della storia siciliana e di un tributo al sacrificio dei padri nobili dell'autonomia, che hanno pagato anche con la vita il riconoscimento dello statuto speciale alla nostra isola. Uno statuto, lo ricordiamo in parte usato male, ma che, in gran parte, resta inapplicato.
Udc: pronti a votare la spending review in Sicilia. E D’Alia smette di invocare sceriffi…
Finalmente il senatore dell’Udc, Giampiero D’Alia, ha smesso di invocare l’arrivo dei ‘sceriffi’ di Monti a Palermo e il commissariamento della Sicilia. Cosa gli avrà fatto cambiare idea? Vogliamo sperare che si tratti di una presa di coscienza della storia siciliana e di un tributo al sacrificio dei Padri Nobili dell’Autonomia, che hanno pagato anche con la vita il riconoscimento dello Statuto speciale alla nostra Isola. Uno Statuto, lo ricordiamo in parte usato male, ma che, in gran parte, resta inapplicato.
Sia quel che sia, oggi il senatore dell’Udc si concentra su fatti oggettivi:
“Se come sembra dall’iniziativa dell’assessore Armao il governo Lombardo, prima o dopo le sue dimissioni poco importa, decidesse di portare in Aula una manovra di risanamento che passi dall’assestamento di bilancio e dal recepimento della spending review, noi come forza responsabile saremmo pronti a votarla”, afferma D’Alia.
“Grazie alla nostra iniziativa – aggiunge – il governo Lombardo ha dovuto dire la verità sui conti della Regione siciliana. Per questo adesso non ci sottrarremo nel dare un contributo a favore della stabilità dell’economia siciliana e dei cittadini”.
Sia chiaro. Questo giornale, come i nostri lettori sanno, ha difeso con i denti, l’Autonomia siciliana. Così come si è scagliata contro gli ascari che l’hanno svenduta di volta in volta, da 60 anni a questa parte. Questo non significa non vedere le storture del sistema siciliano che necessariamente vanno corrette. E di storture del governo Lombardo, e di quelli dei suoi predecessori, ne abbiamo denunciato a bizzeffe.
Pensiamo ad esempio ai dirigenti: è normale che la Sicilia ne abbia 1800, profumatamente pagati e tutti sulle spalle dei cittadini? Non lo è. In questo senso la spending review e la riorganizzazione della burocrazia regionale vanno sostenute con forza.