Formazione:dove sono finiti i soldi?

La formazione professionale siciliana non finisce mai di stupire. La Regione, a quanto pare, non ha i soldi per il cosiddetto co-finanziamento (il settore viene finanziato con il Fondo sociale europeo ma, a norma di legge, la Regione deve corrispondere una parte delle somme che vanno ad aggiungersi ai fondi europei, altrimenti Bruxelles non dà il via libera alla spesa di tali risorse) e, contemporaneamente, si scopre che la spesa per il settore ha raggiunto un ammontare pari a quasi 700 milioni di euro. Possibile?

A scriverlo sono i rappresentanti dell’Unione lavoratori liberi della formazione professionale.

“Apprendiamo da notizie di stampa (Giornale di Sicilia del 29/06/2012 pag. 9) -si legge nel comunicato – che la commissione istituita per la cosiddetta Spending Review ha appurato che la spesa per la Formazione Professionale in Sicilia ha raggiunto la cifra esorbitante di 696 milioni di euro. Detta cifra è riferita a tutte le filiere della stessa Farmaizone, cioè interventi formativi, sportelli multifunzionali, corsi o.i.f e post scolastici”.

“Registriamo anche che la cifra ‘monstre’ raggiunta è più del doppio di quanto si spendeva nel 2008, e molto più della spesa del 2009 di circa 417 milioni di euro per crescere vertiginosamente fino al 2011. Ora è il caso di dire oltre il danno la beffa! Perché è quanto mai incredibile che a fronte di questo enorme spreco di denaro i lavoratori del settore siano rimasti senza 2 mesi di retribuzione nel 2010, altri 2 nel 2011 e con il ricorso alla Cassa integrazione da parte di quasi tutti gli Enti di formazione professionale con un’ulteriore perdita di salario dei suddetti lavoratori”.

“Sarebbe il caso – si legge sempre nel comunicato – che il Governatore Lombardo, l’ex assessore Centorrino, il neo assessore Gallo e, dulcis in fundo, il dirigente generale Ludovico Albert ci spiegassero che fine ha fatto questo fiume di denaro atteso che i lavoratori dal 2010 ad oggi stanno patendo le politiche scellerate di questa amministrazione regionale che, se da un lato ha raddoppiato la spesa nel settore, dall’altro ha costretto i lavoratori ad indebitarsi per potere sopravvivere alla mancata corresponsione delle retribuzioni e alla perdita di potere di acquisto ‘mitigata’ con l’elemosina della Cassa integrazione”.

“Siamo sicuri che queste risposte non arriveranno -conclude la nota dell’organizzazione sindacale – ma ormai poco importa, siamo giunti alla fine di questa legislatura regionale e quindi ci libereremo presto da questi ‘signori’ che per fare i loro interessi clientelari hanno distrutto un intero comparto e con esso intere famiglie di lavoratori ridotti alla fame”.

Avviso 20, mancano 30 milioni della Regione per far partire i corsi il prossimo 13 settembre

 


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