Renzi in Sicilia per riaprire metà viadotto Himera Risultata stabile carreggiata in direzione Palermo

«La strada a quattro corsie» che Matteo Renzi verrà a riaprire sabato pomeriggio è il viadotto Himera, sull’autostrada Palermo-Catania. O meglio la carreggiata rimasta in piedi dopo la frana di aprile del 2015. Si sono concluse le verifiche e i tecnici hanno appurato che la struttura è stabile e ci sono le condizioni di sicurezza per riaprire le due corsie in direzione Palermo. L’altra carreggiata, quella verso Catania, è stata demolita con l’esplosivo lo scorso dicembre. A riaprire metà del cavalcavia ci saranno il presidente del consiglio, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il presidente Anas Gianni Vittorio Armani. 

Un anno fa la frana, staccatasi dalla collina che sovrasta l’autostrada A19, ha colpito il viadotto Himera, costringendo alla chiusura della fondamentale arteria per diversi mesi. Unica alternativa per gli automobilisti è stata, per lungo tempo, la vecchia statale che si inerpica sulle Madonie fino a Polizzi Generosa, allungando a dismisura i tempi di percorrenza tra le due principali città siciliane. Solo a novembre, l’apertura di una bretella da parte di Anas, tra lo svincolo di Scillato e lo stesso viadotto Himera, ha ricollegato la Sicilia. Nei mesi precedenti molti automobilisti hanno usufruito della trazzera Petranfuso, scorciatoia realizzata dal Comune di Caltavuturo grazie anche alle donazioni dei deputati regionali del Movimento cinque stelle.

Dopo la realizzazione della bretella e l’abbattimento della carreggiata in direzione Catania, l’Anas è passata alla nuova fase dei lavori, con la verifica sulla stabilità della parte di cavalcavia rimasta in piedi. A condurre gli approfondimenti tecnici sono stati due docenti dell’Università di Palermo, Marcello Arici, associato di Tecnica delle costruzioni e Calogero Valore, ordinario di Geotecnica. In realtà il viadotto, completo di entrambe le carreggiate, sarà pronto, secondo i tempi indicati dalla stessa Anas entro il 2018. Intanto, comunica l’agenzia nazionale, sono stati installati sistemi di monitoraggio sia per le strutture del viadotto che per la pendice interessata dal movimento franoso.


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