Tram, da Genio civile arriva l’ok a nuove linee Associazioni: «Non siamo i nemici della città»

Avanti col tram. Dopo la sentenza del Tar, il Comune incassa anche il parere favorevole dell’ufficio del Genio Civile. Ad annunciarlo l’assessore alla Mobilità Giusto Catania che ieri, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato la lettera, datata 4 aprile, accompagnata dal commento «quale altra bugia si inventeranno adesso i #NemiciDellaCittà?». Un riferimento, nemmeno tanto velato, alle associazioni che, fin dal primo momento, si sono battute per un modello di mobilità sostenibile differente. Tra loro, anche i 60 promotori del ricorso innanzi ai giudici del tribunale amministrativo per sospendere il provvedimento che riguarda la parte del Sistema tram della città di Palermo e il progetto, definito di fattibilità, delle nuove linee tranviarie – Tratte A, B, C, E1 e parcheggi di interscambio. 

Il ricorso, in realtà, non è stato bocciato – al contrario della richiesta di sospensione – ma sarà discusso e affrontato nel merito in una prossima udienza. Una parziale vittoria per l’amministrazione. E le associazioni non si danno per vinte e promettono battaglia, come conferma il presidente di Vivo Civile Marcello Robotti. «In realtà la sentenza del Tar non ci ha sorpreso – ammette serenamente – La sospensiva che abbiamo voluto chiedere era un atto dovuto. È chiaro che viene riconosciuta quando si prefigura un eventuale dolo, come nel caso del nostro ricorso contro le Ztl». Ma in questo caso le motivazioni del ricorso sono altre, è il cuore della discordia riguarda la tratta che passerà da via Libertà.

«Non ha assolutamente senso – puntualizza – e non c’è una guerra tra noi e chi vuole il tram. E mi spiace che il messaggio filtrato attraverso le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, che evidentemente la vogliono buttare in caciara, è che noi siamo ‘dei nemici della città’ e che il ricorso è stato respinto quando non è assolutamente così. A breve, infatti, è prevista l’udienza di merito a cui parteciperanno anche i nostri avvocati».  Nulla è ancora stabilito per Robotti per il quale troppo spesso si dà per scontato che il tram sia l’unica valida alternativa quando molto comuni in Italia e in Europa si stanno convertendo ai bus di elettrici.

«Parliamo di un’opera che segnerà in maniera indelebile la città – prosegue – Intanto vediamo cosa decideranno i giudici, e in caso negativo non escludiamo di ricorrere alla giustizia europea. Vogliamo andare a fondo, non perché non vogliamo la città verde ma perché abbiamo un’idea diversa. Forse ha sbagliato l’amministrazione che si è svegliata solo adesso con un percorso partecipativo. Davanti a opere così invasive non si posso fissare degli incontri quando ormai è tutto stabilito». E poi l’ultima affondo: «Abbiamo visto che il parere favorevole del Genio civile è arrivato solo la scorsa settmana. Quindi il Consiglio ha approvato il progetto del tram prima di questo esito. Una vicenda un po’ ingarbugliata…» 


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