Tempus Fugit: la riscoperta musicale della tradizione corsa

Le voci dei Tempus Fugit sono energiche, piene e dalle qualità straordinarie. Provenienti da regioni diverse della Corsica, tutti i componenti del coro polifonico si sono affacciati al mondo della musica sin da bambini e, incoraggiati dai propri genitori, hanno iniziato cantando in chiesa.

Divenuti una realtà nel panorama musicale mondiale, i Tempus Fugit hanno posto come loro obiettivo principale la riscoperta della cultura corsa attraverso i canti antichi della loro terra. Per i corsi infatti la musica è di importanza fondamentale, in quanto accompagna e scandisce da sempre i momenti più salienti della vita, quali la nascita, il matrimonio, la morte.

In particolare la polifonia è una tradizione musicale che si perde nella notte dei tempi. Distinte tra sacre e profane, le canzoni polifoniche sono state tramandate esclusivamente oralmente e si presentano come un insieme di lingue (si passa dal sardo, al corso, al latino) che unite dal canto riescono a crea un’armonia e allo stesso tempo una forza che sembrano sorpassare l’incedere imperterrito del tempo.
La singolarissima mistura di polifonia arcaica sembra però essere molto vicina (grazie al filo conduttore del latino ed alle melodiche cantilene) ad alcuni canti popolari antichi dell’entroterra siciliano che si eseguono tutt’oggi durante le feste di Natale e Pasqua.

Grazie anche alle ricerche dell’etnomusicologo Corinne Bartolini, i Tempus Fugit hanno intrapreso una carriera colma di consensi, divenendo così una rivelazione tra i cori vocali europei e sancendo il loro successo con la pubblicazione del loro cd Nebbiu.

Il concerto tenutosi nella chiesa di San Francesco di Catania è stata un’occasione per conoscere una cultura antica ed un coro dalle capacità davvero notevoli, attraverso alcuni dei più importanti brani del repertorio sacro della tradizione corsa, in un’atmosfera del tutto natalizia.


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