Snals, il Governo arresti i processi di licenziamento del personale nella formazione

GLI ENTI LICENZIANO PER MANCANZA DI LAVORO. RITORSIONE O NECESSITA’ DETTATA DALLA MANCANZA DI UNA PROSPETTIVA DI LAVORO?

A quattro giorni dalla sottoscrizione dell’accordo parasociale sul transito degli oltre mille e 800 operatori degli Sportelli multifunzionali dagli enti di appartenenza al Ciapi di Priolo, potrebbe aprirsi una spaccatura tra i sindacati firmatari del contratto collettivo nazionale della categoria. Il motivo del possibile strappo è di quelli seri e che non ammettono tentennamenti: la reale e trasparente difesa dei lavoratori a rischio licenziamento, nonostante la griglia di norme e provvedimenti amministrativi che vieterebbero sulla carta tale pratica.

A lanciare l’allarme occupazionale lo Snals Confsal che denuncia alle istituzioni ed all’opinione pubblica la prevedibile strategia di diversi enti formativi volta a licenziare i propri lavoratori, per i quali viene chiesto al Governo regionale di sanzionarli.

Una probabile contrapposizione che si andrebbe a delineare tra i sindacati e tra questi e molti enti formativi per effetto dell’azione di un Governo, quello del presidente Rosario Crocetta e dei suoi assessori, impegnato quasi esclusivamente alle attività di denuncia e poco avvezza a programmare, per tempo e con atti giuridicamente validi e vincolanti, il settore della Formazione professionale.

Torniamo alla posizione espressa dallo Snals Confsal su quanto accadrà a seguito della sottoscrizione dell’accordo del 26 settembre scorso sugli Sportelli multifunzionali. Nella nota diramata nelle scorse ore, il sindacato prenderebbe le distanze da tutti quei sindacati che non dovessero battersi, nei prossimi giorni, con chiarezza e trasparenza per salvaguardare i livelli occupazionali e segnatamente il futuro lavorativo degli oltre mille e 800 operatori degli sportelli multifunzionali. A chiarire la posizione del sindacato il responsabile regionale dello Snals formazione professionale, Giuseppe Milazzo.

“Lo Snals Confsal si oppone ai tagli del personale e parteciperà con le proprie delegazioni agli incontri, quale sindacato alternativo rispetto alle organizzazioni storiche presenti all’interno degli Enti – precisa il sindacalista – ed aggiunge, il nostro obiettivo è quello di aprire un varco per un dialogo, meglio ancora se chiaro e non influenzato, attraverso il quale si possa trovare una strategia che tuteli i lavoratori nei confronti di tutte le eventuali iniziative”.

Ciò che andiamo dicendo da qualche giorno dalle pagine di questo giornale trova conferma in quanto riportato nel comunicato dal citato sindacato circa la confusione che aumenta nel settore, nonostante il secondo accordo istituzionale raggiunto in meno di 80 giorni. Anche lo Snals, infatti conferma come, dopo l’intesa che ha salvato gli sportelli multifunzionali, la crisi nel settore della formazione professionale sembra non avere tregua. I suoi effetti sono evidenti soprattutto per i lavoratori che, nonostante prestino regolare servizio assicurando la propria presenza quotidiana sul luogo di lavoro, non percepiscono stipendi da mesi.

In questi giorni, prosegue la nota sindacale, gli Enti Gestori minacciano dolorosi tagli al personale che potrebbero avvenire già nell’imminente autunno. Una situazione che preoccupa fortemente i lavoratori, sia per la rapidità di evoluzione degli eventi, sia a causa dello scarso coinvolgimento rivolto loro nelle fasi precedenti alle decisioni prese.

“Per lo Snals – continua Milazzo – la soluzione è quella di definire una modalità che porti alla massima trasparenza delle informazioni concernenti tutte le azioni che in futuro potranno essere intraprese dagli enti e che assicuri ai lavoratori il totale rispetto delle normative vigenti”.

Per dare concretezza alle parole, abbiamo registrato come il sindacato sia passato ai fatti reagendo con l’opposizione agli enti gestori sull’applicazione dell’articolo 1 della legge n.223 del 23 luglio 1991. Il ricorso alla procedura di licenziamento, che sembrerebbe essere adottata da diversi enti come conseguenza dell’accordo siglato dalle parti sociali con il Governo e che prevede il trasferimento di oltre mille e 800 lavoratori al Ciapi di Priolo azzerandone la commessa , è stato visto come strumento di difesa. Ad affermarlo il responsabile dello Snals della provincia di Caltanissetta, Grazia Falcone, che ha precisato come il licenziamento in questo caso sia un macabro rituale cui alcuni Enti si siano approcciati a ricorrere, con estrema leggerezza, al fine di togliere dignità ai lavoratori del comparto Formazione. La Sindacalista ha richiamato le parole del Sommo Pontefice che riportiamo.

“Chi è oggetto di tale illegittima iniziativa, come ha gridato Papa Francesco, nella sua visita in Sardegna, rivolgendosi agli inoccupati, disoccupati, cassaintegrati, precari, viene del tutto privato della dignità personale”. Al punto che qualcuno ha pensato di farla finita, come ha sottolineato la Falcone. Caos, improvvisazione, incompetenza e inadeguatezza ad approcciarsi concretamente ai problemi costituirebbe le componenti di una miscela esplosiva pronta a riesplodere.

“Ed allora enti, associazioni di enti, sindacati – aggiunge la Falcone – la smettano e non giochino con l’utilizzo infausto di certe normative, inadeguate al Settore Formazione, nella fattispecie ai Servizi Formativi, quando inapplicabili per l’assenza di un piano industriale”.

Il dirigente sindacale nisseno dello Snals non risparmia le critiche anche al mondo sindacale.

“Quanto poi alle organizzazioni sindacali di categoria – conclude la Falcone – abbiamo il dovere morale, etico, deontologico di tutelare la salvaguardia occupazionale applicando tutte le norme messe a disposizione dal nostro ordinamento giuridico. Ed allora scorrendo la gerarchia delle fonti, abbiamo il dovere di non trascurare nessuna disposizione legislativa che possa aiutare i lavoratori a conservare il posto di lavoro, e se pur dovesse esserci una lacuna nel diritto sostanziale facciamo riferimento ai precedenti giurisprudenziali, senza assolutamente dimenticare il diritto internazionale, ormai sovrano nei Paesi della Comunità Europea”.

 

 


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