Mercato Ars: Schifani tenta il capogruppo di ScN. De Luca: «No ai transfughi di FI, ma dialoghiamo con Miccichè»

La Serie A questo mese ha una concorrente in più. Se infatti per le squadre del campionato di calcio a giugno inizia il calciomercato, anche l’Assemblea regionale siciliana non è da meno, con rumors sempre più insistenti e tentativi sotto banco per convincere i deputati al cambio di casacca. Un mercato che giocoforza, dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, gira tutto attorno a Forza Italia. «Che ci sia una situazione complessiva in ambito nazionale che riguarda Forza Italia e che oggi porta a una diaspora è un ragionamento logico: «Forza Italia era Berlusconi e Berlusconi era Forza Italia», parola di Cateno De Luca. Leader di Sicilia Vera e Sud chiama Nord che, in questo caso, è parte integrante degli intrecci di mercato.

«La diaspora ci sarà e in Sicilia ci sarà il tentativo di frenarla, soprattutto nell’ambito del parlamento siciliano – dice il sindaco di Taormina a MeridioNews – Faccio un esempio: Schifani per ora, anche per cercare di vendicarsi della nostra posizione, sta corteggiando il nostro deputato Salvo Geraci. Non escludiamo che, da questo punto di vista, l’operazione sia fatta anche per dimostrare che il trend in Sicilia è l’opposto di quello che si sta verificando in ambito nazionale». Da parte sua, De Luca però non sta a guardare. Ma tenta di puntare verso un’altra Forza Italia, quella dei territori, con sindaci e amministratori locali per cui le porte dei movimenti deluchiani sarebbero più che aperte. «Quello che posso confermare – dice al nostro giornale – è che comunque, soprattutto sul territorio, tra amministratori e sindaci, ho avuto tante interlocuzioni e quella che è stata la base di Forza Italia adesso diventa importante per la strategia del nostro movimento».

Porte, quelle controllate dal sindaco di Taormina, che restano ben chiuse nei confronti di chi è stato o è ancora deputato regionale tra le fila azzurre. «Noi su questo siamo stati sempre chiari – prosegue De Luca – le operazioni di palazzo non ci interessano. L’unico che onestamente oggi potrebbe trovarci a lavorare in sinergia è il presidente Gianfranco Miccichè, con il quale abbiamo sempre avuto un buon rapporto. Non è una questione collegata alla morte di Berlusconi – ci tiene a precisare – Lui è venuto a cena a Taormina una settimana prima di questo triste evento, abbiamo parlato delle elezioni europee e ha potuto confermare che l’unico elemento che lo teneva ancora in Forza Italia era Silvio Berlusconi. Oggi Miccichè è nelle condizioni di riprendere a coltivare quel suo sogno: non dimentichiamo che è stato uno degli antesignani ad avere una visione di un partito meridionalista che parta dal territorio. Visione che – sottolinea De Luca – ci accomuna. E non escludo che possa portarci anche a fare azioni concrete assieme». Difficile però che Miccichè entri in maniera ufficiale in Sicilia Vera. «Non è un problema di passaggi, stiamo parlando di un rapporto che prescinde dall’appartenenza partitica – prosegue il deputato – Oggi è un tema che riguarda, invece, una strategia che possa finalmente creare una forza a trazione meridionalista nel parlamento europeo e nel parlamento nazionale. Il primo capogruppo di Forza del Sud (partito fondato dallo stesso Miccichè per le Regionali del 2012, ndr) nel parlamento Siciliano sono stato io».

E sulle possibilità di un tradimento da parte di Geraci, capo di uno dei due gruppi deluchiani all’Assemblea regionale siciliana, De Luca non fa drammi: «Schifani ha armato il collega Edy Tamajo per cercare di portare in Forza Italia il nostro capogruppo, accelerando in queste ore il pressing. È tipico di chi ha una visione della politica frutto di un retaggio antico, che io ho sempre definito “approccio politico-mafioso“. Non mi pongo il problema – aggiunge – Con noi devono stare uomini e donne che sono convinti delle azioni che facciamo. Geraci ha un ruolo di spicco all’interno del parlamento e la ritengo una persona intelligente. Se poi quelli che sono i nostri ideali, da cui è nata la nostra azione, possono essere sporcati da operazioni di bassa cucina, vorrà dire che ho sbagliato nel credere che Salvo Geraci fosse un gigante, mentre invece era un nano. Ma io – conclude De Luca – penso ancora che sia un gigante e che anche questi tentativi di corruttela cadranno nel vuoto».


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