L'assemblea regionale siciliana ha approvato ieri sera il disegno di legge sulla riforma dei consorzi per le aree di sviluppo industriale (asi). I provvedimento è passato a voto palese con 50 voti favorevoli e 9 astenuti. Dopo circa un trentennio, vengono soppresse le 11 asi presenti nella nostra isola. Al loro posto subentra l'istituto regionale per le attività produttive. A questo risultato si è arrivati dopo una lunga mediazione tra politica, confindustria sicilia (che ha sempre sponsorizzato il provvedimento) e alta burocrazia. In particolare, gli 11 alti dirigenti dei consorzi ormai sbaraccati restano 'in sella' salvando le loro retribuzioni che somigliano tanto a quelle dei dirigenti generali. E' anche questo, in sintesi, il 'messaggio' clientelare che la politica e l'alta burocrazia siciliana lanciano a roma dove il governo monti, al contrario, è impegnato a recuperare risorse e non certo a sprecarle per favorire alti burocrati che continueranno a mettersi in tasca retribuzioni elevatissime.