Piano regolatore commissariato, dubbi di FI e Mov139 «Regione frettolosa, atto che va discusso con criterio»

Inusuale Sintonia in consiglio comunale tra M139 e Forza Italia sul commissariamento deciso dalla Regione per il Piano regolatore del Comune, mossa giudicata affrettata e illegittima sia dagli orlandiani che dall gruppo azzurro, all’opposizione a Sala delle Lapidi. Per i berlusconiani è stato il capogruppo Giulio Tantillo a difendere l’operato della commissione Urbanistica, che, a detta dell’azzurro, ha legittimanete preso tempo per studiare un atto che, per le ripercussioni sulla pianificazione della città e per l’importanza che riveste per la qualità della vita delle generazioni future, deve essere analizzato e dicusso con la massima attenzione: «L’assessore Gini è venuto quattro volte in commissione a chiedere che si votasse lo schema di massima del piano regolatore, non c’è stata volontà dell’amministrazione di ritardare su questo punto. Rivendico, anzi, da parte dell’opposizione, la responssabilità di avere voluto discutere in maniera approfondita il prg. Non dobbiamo, forse, parlare con le associazioni di categoria e con i commercianti? Io non voglio lasciare a chi verrà dopo di me una situazione di incertezza. Noi abbiamo il diritto e il dovere di dare alla città un prg che sia conforme all’ambiente e alla struttura reisidenziale. C’è stata fretta da parte della Regione su questa vicenda», ha concluso il consigliere di Forza Italia.

Un intervento apprezzato dal presidente della commissione Urbanistica Alberto Mangano, consigliere di maggioranza: «Non sono mai stato tanto d’accordo con il collega Tantillo come in questa occasione», ha detto l’ex assessore, che ha criticato la scelta dell’amministrazione regionale giudicandola un atto caricato di una rilevanza politica fuori luogo. «Ho letto le dichiarazioni del sindaco e le condivido, questo atto va impugnato al Tar perchè illegittimo. Non c’è stata inerzia dell’amministrazione comunale: la giunta ha presentato lo schema di massima con una delibera a novembre, l’atto è stato prelevato dal Consiglio comunale, c’è una copiosa corrispondenza con la Regione in cui si danno ampie spiegazioni sull’iter intrapreso. Il piano regolatore non è un atto semplice, teoricamente si fa ogni dieci anni, ha una valenza fondamentale per la pianificazione del territorio. C’è stata una prevaricazione di matrice politica da parte della Regione – ha proseguito Mangano -, è un’azione contro la città di Palermo, il provvediemnto di commissariamento è vergognoso e l’amministrazione fa bene a impugnare il decreto di nomina del commissario».

Sulla’argomento non c’è stato, invece, alcun intervento da parte dei consiglieri del Partito democratico, formazione politica alla quale appartiene il Presidente della Regione Rosario Crocetta.


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