Pd, Partigiani si riuniscono contro il modello Renzi E attaccano Sicilia Futura: «Becero trasformismo»

R-Pd per ribaltare il credo del Pd-R(enzi), e nel frattempo tenere a debita distanza quel Pdr-Sicilia Futura, che in questi mesi in Sicilia ha lanciato la scalata ai dem. I Partigiani del Pd – il gruppo nato dalla presa di posizioni di quattro dirigenti regionali siciliani nei confronti delle scelte fatte in vista delle Politiche del 4 marzo – chiama a raccolta la base insoddisfatta del partito in un incontro che si terrà domattina al teatro Santa Cecilia di Palermo a partire dalle 9.30. L’evento arriva a una settimana dalle elezioni e a poco più da quel day after che per molti sembra già segnato. Con i sondaggisti messi a tacere – ma le ultime previsioni hanno confermato le prospettive di certo non rosee per la squadra di Matteo Renzi – restano le sensazioni che spesso, quando si parla di politica, contano più delle rilevazioni analitiche. E di sensazioni positive nel centrosinistra ce ne sono davvero poche, nonostante il doveroso ottimismo che accompagna ogni vigilia. «Saranno protagonisti i militanti, i segretari di circolo, gli amministratori locali e i tanti giovani che in queste ore stanno guardando a noi – commenta Antonio Rubino -. Domani dal palco daremo la parola a chi è stanco del modello padronale del Pd».

Parole non tenere, ma in linea con quelle seguite alla formazione dei Partigiani, con il gruppo che da subito ha annunciato di volere cambiare il partito già dall’indomani delle elezioni. Rubino nega comunque che l’evento possa destabilizzare ulteriormente gli ultimi giorni di campagna elettorale. «Pensiamo anzi che possa solo fare bene – replica – perché serve a tenere vicino al partito, anche nell’ottica dell’imminente voto, quanti fino a poche settimane fa si sono sentiti disorientati e hanno valutato la possibilità di migrare altrove». Mentre rimane l’attesa per conoscere il tenore delle dichiarazioni che verranno fatte e la scaletta degli interventi resta blindata, dai Partigiani arriva una stoccata nei confronti di Sicilia Futura

Il partito di Totò Cardinale nelle scorse settimane ha fatto spesso parlare di sé: dal sostegno all’elezione di Miccichè a presidente dell’Ars alla chiusura dell’accordo con Renzi per un ingresso nella coalizione di centrosinistra alle Politiche, fino alla notizia dell’inchiesta che ha portato ieri all’arresto del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, delfino del deputato Nicola D’Agostino, che, pur non essendo indagato, potrebbe risentire dei contorni della vicenda. Gli inquirenti, infatti, accusano Barbagallo di avere cercato voti per D’Agostino tramite un’intimidazione nei confronti di due venditori ambulanti. «Il rapporto con Sicilia Futura, ormai, è un serio problema politico – si legge in una nota dei Partigiani -. Non c’è nulla di nobile ma solo becero trasformismo che imbarazza quotidianamente il Pd. E come se non bastasse Totò Cardinale va minacciando la nostra classe dirigente dicendo che dopo il 4 ci sarà una sorta di redde rationem in cui tutti quelli che non sono nelle sue grazie saranno spazzati via. Ma noi, delle sue minacce, non abbiamo paura e pensiamo che ormai sia evidente che il modello Cardinale è incompatibile col Pd, con i suoi valori e con la sua gente».


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