M5s e firme false, ascoltati dai pm sei indagati Contraddetta la versione di Claudia La Rocca

Sono sei cinquestelle, dei tredici indagati per le firme false alle Comunali 2012 a Palermo, a essere stati ascoltati dai pm. Hanno raccontato la loro versione ai magistrati, che hanno chiuso le indagini. A chiedere di parlare con il pm, prima della eventuale richiesta di rinvio a giudizio, sono stati i parlamentari nazionali Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, oltre a Riccardo Ricciardi, marito di Lupo, l’attivista Samantha Busalacchi e Pietro Salvino, marito di Mannino. 

Gli indagati hanno spiegato di non essere a conoscenza dei fatti di quella notte, contraddicendo la versione della deputata regionale Claudia La Rocca – la prima a parlare, seguita dal collega Giorgio Ciaccio – e hanno detto che nei mesi precedenti alla presentazione delle liste c’erano stati problemi con altre firme raccolte e mai utilizzate. Proprio per questo precedente, mai si sarebbe tollerata la riscrittura delle firme mancanti. Samantha Busalacchi, indicata come l’amanuense, avrebbe smentito di avere partecipato alla ricopiatura e avrebbe messo in dubbio la perizia grafica.


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