Ferma l'attività parlamentare nelle settimane precedenti le amministrative e i ballottaggi per consentire ai deputati di dedicarsi ai territori. Di fatto, nel mese di giugno i politici regionali hanno lavorato soltanto due giorni
L’Ars va in vacanza per la campagna elettorale Ma le ferie pagate costano quasi 500 mila euro
Poco meno di cinquecento mila euro. Tanto sta costando ai siciliani l’inattività dell’Ars nel mese di giugno. Due settimane di vacanza, la prima e la terza. I periodi precedenti, cioè, alle amministrative del 5 giugno e i ballottaggi che si terranno la prossima domenica. I deputati hanno pensato bene di prendersi una pausa per dedicarsi alla campagna elettorale. Dunque niente sedute a Sala d’Ercole. Ma nemmeno convocazioni di commissioni parlamentari. Ferme le audizioni, l’esame dei disegni di legge, le ispezioni nella sanità privata convenzionata, l’attività d’indagine della commissione antimafia. Quindici giorni di ferie, insomma. Naturalmente pagate.
Ciascuno dei novanta deputati a palazzo dei Normanni, infatti, percepisce un compenso lordo di almeno 11 mila euro al mese (senza considerare le cariche aggiuntive). Lo stop pre-elettorale, dunque, ha consentito ai parlamentari regionali di percepire comunque la metà dello stipendio: 5.500 euro nonostante la mancanza dei lavori d’Aula. Una cifra che, moltiplicata per i novanta inquilini di sala d’Ercole, sfiora i 500mila euro, 495 per la precisione.
Al netto delle pause elettorali, sala d’Ercole in questo mese si è finora riunita soltanto due giorni, martedì 7 e mercoledì 8. In entrambi i casi si è trattato di sedute dalla durata di poco più di due ore, dalle 16.50 alle 19 nel primo caso, dalle 16.30 alle 18.45 nel secondo.
Meno di cinque ore di lavori d’Aula, in tutto. Ai quali vanno aggiunte le commissioni. Che, però si sono riunite negli stessi giorni. Chissà che i politici non riescano a recuperare il tempo perduto nelle ultime settimane del mese.