Il viaggio nella luna

IL VIAGGIO NELLA LUNA.
Era questo il titolo del primo film in assoluto in cui l’uomo conquistava la luna: il viaggio immaginario,fantastico, impossibile.
Di certo, Georges Méliès ignorava che il suo film Le Voyage dans la lune, girato nel 1902, sarebbe stato, forse, fonte di ispirazione per i futuri astronauti americani, decine di anni più tardi.
Neil Alden Armstrong nacque nel 1930 a Wapakoneta nell’Ohio, era stato pilota di aviogetti della marina americana e ingegnere aeronautico.

Aveva partecipato al volo Gemini 8 con D.Scott, il 16 Marzo 1966, ma la sua carriera raggiunse il culmine quel lontano 20 Luglio del 1969, quando con l’amico e collega Edwin Aldrin, durante la missione Apollo 11, mise piede sulla superficie lunare e pianto’con orgoglio la bandiera a stelle e strisce del suo paese.
Un piccolo passo per loro, ma un passo gigantesco per l’umanità.
Queste furono le prime parole che pronunciò, riportate l’indomani da ogni giornale del pianeta terra,sotto lo sguardo stupefatto dei lettori.
Ma già dieci anni prima, era partita la missione Lunik III’,per esplorare anche la faccia nascosta del satellite, grazie ai satelliti artificiali e alle sonde inviate in missione dal nostro pianeta.

Le osservazioni dalla Terra furono avvantaggiate dall’estrema vicinanza rispetto agli altri corpi celesti, ma soprattutto dalla tenue atmosfera lunare,che permette di individuarne, anche ad occhio nudo: le parti scure, ovvero le formazioni pianeggianti, chiamate oceani o mari, e le parti chiare, cioè le formazioni montuose e i crateri.
Dopo la missione Apollo 11, gli scienziati analizzarono i campioni di terra portati dagli astronauti e studiarono la natura degli altipiani lunari, i quali costituiscono le regioni piu’vecchie del nostro satellite.
L’ipotesi formulata fu che la nostra luna abbia all’incirca l’età di 4 o 5 miliardi di anni.
L’impatto che questa conquista ebbe sulla popolazione terrestre fu scioccante.

Già Jules Verne nel suo libro “Dalla Terra alla Luna” aveva previsto l’esplorazione dello spazio da parte dell’uomo,ma questo pensiero assurdo era rimasto comunque una fantasia, o piu’precisamente, fantascienza.
Il solo fatto che l’uomo potesse esplorare l’universo, eliminava i limiti spaziali che gli esseri umani si erano posti negli anni passati; questo significava non porre fine alla conoscenza, porre una nuova cultura al di la’dei nostri spazi.
Alcuni furono scettici in quel lontano 1969.

Ritenevano che la NASA avesse bluffato l’intera popolazione mondiale, riprendendo le scene dell’atterraggio dentro una stanza di laboratorio, fu così che la popolazione si divise: da una parte quelli che “credevano”, dall’altra, quelli che “rifiutavano”, forse per timore di conoscere qualcosa di più grande di quello che avevano fin ora conosciuto.
Ma nonostante lo scetticismo, quel piccolo passo aveva segnato un’epoca, l’inizio della sete di conoscenza che tutt’ora non si arresta.


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