Il Governo Crocetta potrebbe ‘silurare’ il Ragioniere generale della Regione Pisciotta

L’INDISCREZIONE CIRCOLA DA QUALCHE ORA NEI ‘PALAZZI’ DELLA POLITICA SICILIANA

Il Governo di Rosario Crocetta potrebbe sostituire il Ragioniere generale della Regione, Mariano ‘Mario’ Pisciotta. Motivo: la necessità di trovare un capro espiatorio sul quale scaricare le responsabilità del disastro finanziario dell’Amministrazione regionale.

Come il nostro giornale scrive da tempo, la responsabilità dei ‘buchi’ – ormai sempre meno controllabili – dei conti economici della Regione sono in buona parte ascrivibili al Governo nazionale.

E’ stato il Governo nazionale che ha scippato dal Bilancio regionale 2013 circa 915 milioni di euro. E un altro miliardo e 150 milioni – più 200 milioni per i ‘famigerati’ 80 euro al mese – se li è presi quest’anno.

Questi due prelievi – chiamati tecnicamente ‘accantonamenti – unitamente a una condizione generale delle finanze regionali già in sofferenza dai primi anni del 2000 (come certificato, per chi vuole approfondire l’argomento, dalle relazioni del Servizio Bilancio dell’Ars dal 2003 in poi), hanno determinato un sostanziale crollo delle finanze regionali.

Oggi la situazione è tragica. A testimoniarlo ci sono decine di categorie sociali della nostra Isola rimaste senza soldi. L’elenco è lungo: Comuni, Province regionali commissariate, operai della Forestale, dipendenti e precari dell’Esa, dipendenti di quasi tutti gli altri enti regionali che operano in agricoltura, dipendenti della Formazione professionale e persino i dipendenti delle Camere di Commercio (‘alleggerite’ dal solito Governo Renzi).

Insomma, i tagli del Governo Renzi alla Sicilia sono stati pesantissimi (e con molta probabilità molto più pesanti dei tagli effettuati in altre Regioni italiane). Ma questo non si deve dire per non sputtanare i renziani siciliani che oggi governano la Regione.

Così gli stessi renziani hanno l’esigenza un po’ ‘gesuitica’ di trovare un capro espiatorio. E potrebbero trovarlo nel Ragioniere generale, da sacrificare sull’altare della ‘moralizzazione’ dei conti pubblici della Regione.

Sarà così? L’indiscrezione è pesante. Ma a noi l’hanno sussurrata. Così come ci hanno sussurrato  – l’abbiamo scritto due giorni fa – che il Governo nazionale non avrebbe ancora erogato alla Regione i 550 milioni promessi la scorsa primavera.

La storia la raccontiamo spesso. A un certo punto, quest’anno, dopo aver ‘razziato’ tutto quello che era possibile razziare, Renzi, bontà sua, ha chiamato Crocetta e gli ha detto: “Ti restituisco 550 milioni di euro, a patto che la Regione rinunci a un bel po’ di contenziosi finanziari con lo Stato”.

Crocetta – che prima di essere siciliano ha preferito essere renziano (il carro dei vincitori in Sicilia attira molti politici siciliani come il miele attira le api) – ha detto subito sì e ha rinunciato a contenziosi finanziari con lo Stato pari a circa 5,4 miliardi di lire.

In cambio sarebbero dovuti arrivare, subito, 550 milioni di euro. Ma come ci ha rivelato qualche giorno fa il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone – uno dei pochi politici siciliani che conosce bene il Bilancio e i conti della Regione –  questi 550 milioni di euro non sono mai arrivati.

Da qui il caos nei conti regionali. Da qui intere categorie sociali rimaste senza soldi. Da qui la necessità di trovare un capro espiatorio. Da qui la possibilità di scaricare tutto sul dottore Pisciotta.

 

 

 


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