Formazione: le associazioni degli enti formativi annunciano 7000 licenziamenti

IN UNA LETTERA INDIRIZZATA AL GOVERNO ANFOP, ASEF, ASSOFOR, CENFOP E FORMA CHIEDONO GARANZIE. E IL FINANZIAMENTO DELLA TERZA ANNUALITA’ DELL’AVVISO 20/2011

Il Governo regionale finanzi il terzo anno dell’Avviso 20/2011 oppure sarà macelleria sociale pura.

E’ duro ed inequivocabile l’affondo delle associazioni degli enti formativi della Sicilia, Anfop, Asef, Assofor, Cenfop e Forma. I legali rappresentanti Gabriele Albergoni (Anfop), Benedetto Scuderi (Asef), Antonio Oliveri (Assofor), Salvatore Miroddi (Cenfop) e Paolo Genco (Forma) in una lettera inviata al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra e alla dottoressa Anna Rosa Corsello, dirigente generale al ramo, senza mezzi termini, inchiodano l’esecutivo davanti alle responsabilità dello sfascio in cui versa il sistema formativo regionale.

“Le azioni intraprese dai Governi, dai loro assessori e dalle amministrazioni competenti in materia di formazione professionale si sono dimostrate, in questi ultimi anni – si legge nella nota citata – sempre più inadeguate con ‘gravi’ e ‘devastanti’ riflessi negativi soprattutto nei confronti di quella parte della formazione professionale che, se seriamente e legalmente gestita, va, invece, senz’altro, preservata e garantita. La chiarezza e la congruità degli intenti di un governo in materia di formazione professionale presuppongono, invero, la difesa della legalità che passa ovviamente dal rispetto delle leggi, ma altresì dal rispetto di tempi brevi per la risoluzione delle emergenze (del resto, una buona strategia pubblica non può bloccare -sine die- tuttto e tutti, in attesa di un imponderabile quid, che sino ad oggi non sembra essere stata in grado di realizzare) e certamente non solo dagli annunci sistematici di leggi di riforma, che rimangono chiuse invece -è incontrovertibile- in un limbo indecifrabile”.

Le associazioni degli enti puntano il dito sull’inefficienza della burocrazia che non è riuscita ad accelerare le procedure amministrative sia sul versante delle autorizzazioni che su quello della liquidazione degli acconti relativi ai finanziamenti, oltre che su quello dei rendiconti per gli anni precedenti.

Uffici che, secondo i rappresentanti degli enti formativi siciliani, non mostrano alcuna “capacità reale di fare funzionare gli uffici, che sembrano sempre impantanati in un coacervo di lentezze inspiegabili.

Nel denunciare l’assenza di un realistico cronoprogramma delle cose da fare che impegni concretamente l’amministrazione regionale nel rispettarlo ed il comportamento amministrativo-procedurale in violazione delle disposizioni e relative regole, i rappresentanti delle associazioni datoriali di settore sono tornati ad avanzare precise richieste.

Nella nota le associazioni degli enti hanno sollecitato il governo e l’amministrazione regionale perché “adottino urgentemente i provvedimenti di loro competenza, atti a risolvere, con tutti i mezzi a disposizione, le condizioni drammatiche in cui versano gli enti di Formazione professionale, conseguenti a tutte le criticita’ e le situazioni constatate, dato che non si conosce ad oggi lo stato effettivo dei procedimenti in corso ed i tempi relativi”.

Con la richiamata nota, le associazioni hanno chiesto conto e ragione sulle prossime mosse del Governo regionale nel settore.

Anfop, Asef, Assofor, Cenfop e Forma, hanno chiesto con vigore la “scrittura degli atti di programmazione della prossima attività formativa 2014-2015, perché, senza un relativo e chiaro progetto e senza altre risorse, che difficilmente possono rinvenirsi a carico del malridotto bilancio della Regione Siciliana, non sembra potersi intravedere un futuro per il sistema regionale della formazione professionale”.

Gli enti formativi non credono più nelle parole più o meno rassicuranti sciolinate a turno dal presidente Crocetta o dalla giovane assessore Scilabra.

Riportiamo il passo della lettera dove le associazioni degli enti anticipano il possibile licenziamento di almeno sette mila operatori della Formazione professionale.

“Se, nonostante la presente richiesta, l’azione politica non darà un urgentissimo e concreto atto di indirizzo all’Amministrazione ed i responsabili – ai vari livelli di competenza – non si adopereranno, conseguentemente, per far produrre l’atto di programmazione necessario ad avviare la riedizione della terza annualità dell’avviso 20/2011 -la cui graduatoria è ancora viva-, con finanziamenti rinvenibili nelle risorse residue del Piano Giovani e reperendone altri nelle pieghe della spesa non effettuata sul fondo sociale europeo, queste Associazioni, che hanno assunto i relativi impegni operativi -sulla cui attuazione, com’è d’obbligo, vigileranno e renderanno, senz’altro conto-, si vedranno costrette, ad adottare drastiche e sempre dolorose decisioni nei confronti dei propri dipendenti -con l’apertura di tavoli di crisi, che senza mezzi termini, vogliono dire, per gli stessi dipendenti, ‘licenziamento e perdita dei diritti derivanti dal loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato… a far valere le ragioni del diritto, denunciando, altresì (in ogni stato e grado di giudizio -in difesa e/o in contrapposizione alle azioni inadeguate su riferite ed in controtendenza, peraltro, con l’atavica inerzia di iniziative in tal senso-), tale stato di cose ed i relativi responsabili, che saranno chiamati a rispondere di uno sfascio del genere da ogni punto di vista”.

Foto di prima pagina tratta da ilribelle.com

 


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