Finanziaria 2014: il ‘regalo’ di Crocetta e PD ai petrolieri

NEL BILANCIO REGIONALE C’E’ UN ‘BUCO’ DI UN MILIARDO E MEZZO DI EURO. MA IL GOVERNATORE E IL PARTITO DEMOCRATICO HANNO PENSATO BENE DI RIDURRE LE ROYALTIES PER LE ESTRAZIONI PETROLIFERE DAL 20 AL 13 PER CENTO!

In primo luogo chiediamo scusa ai nostri lettori. Un guasto tecnico ci ha impedito, a partire dalla tarda serata di ieri, di essere in rete. Riprendiamo il collegamento. E riprendiamo aggiornando i nostri lettori sulla manovra economica e finanziaria in discussione a Sala d’Ercole.
Quindi invitiamo i nostri lettori a fare i ‘complimenti’ al presidente della Regione, Rosario Crocetta, alla sua Giunta e al PD. Governo e Partito Democratico siciliano, con un buco’ di Bilancio pari a circa un miliardo e mezzo di euro, hanno trovato il modo di fare un bel ‘regalo’ ai petrolieri: le royalties per le estrazioni petrolifere sono state ridotte dal 20 al 13 per cento! Grande Sinistra siciliana! Grande ‘Rivoluzione’ crocettiana!
Lo scorso anno le royalties erano state portate al 20 per cento grazie a una battaglia politica condotta dai parlamentari del Movimento 5 Stelle. Ai petrolieri, ovviamente, la cosa non era andata giù. Così sono andati a lamentarsi con Confindustria Sicilia, o meglio, con il ‘capo’ di questa organizzazione, il mega-presidente galattico, sua eccellenza Antonello Montante duca di Caltanissetta e del Vallone. E’ bastata la parola di Montante e, oplà!, il PD siciliano ha sposato subito la giusta causa…
Così, adesso, in Sicilia abbiamo la Sinistra dei petrolieri. I grillini hanno provato a bloccare quest’operazione ‘banidesca’. Ma nulla hanno potuto. Anche perché, le destre, per definizione, non sono contro i petrolieri.
Morale: in Aula le regioni dei petrolieri hanno avuto la meglio sulle finanze regionali, peraltro esangui. Della serie, quando il ‘banditismo’ politico con la ragion contrasta, vince il ‘banditismo’ e la ragion non basta.
Per il resto, dateci il tempo di capire quello che sta succedendo. Sulla Finanziaria – che, come già accennato, è in discussione in Aula – non c’è molto da dire, a giudicare da quello che vediamo. Si va avanti in un clima di spartizione di quello che resta della Sicilia.
Le uniche forze politiche che fanno opposizione a questo schifo di politica siciliana – sono stati il Movimento 5 Stelle e  la Lista Musumeci (almeno sulle royalty). Il resto è solo squallido consociativismo. E paura.
Già, la paura. Perché, come abbiamo avuto modo di dire più volte in questi giorni, l’ultima parola su una manovra economica ‘falsa e tendensiosa’, non la dirà il Parlamento dell’Isola, ma l’Ufficio del commissario dello Stato.
Nel Bilancio regionale 2014 – lo ribadiamo – c’è un ‘buco’ da 1 miliardo e mezzo di euro. Un deficit pari a quello dell’intera Grecia. In condizioni ordinarie il Bilancio dovrebbe essere impugnato – ed è un paradosso! – per mancata copertura finanziaria! Da qui la paura della politica siciliana. 
Dovrebbe essere così in uno Stato di diritto. Ma in Italia c’è ancora uno Stato di diritto? Molte cose ci lasciano nel dubbio. Tra le cose che suscitano in noi tanti dubbi ci sono proprio i conti pubblici. In altre parole, il Bilancio regionale 2014 potrebbe anche non essere impugnato. Con conseguenze comunque devastanti per la Sicilia. Ma di questo parleremo nei giorni in cui Bilancio e Finanziaria saranno sul tavolo del commissario dello Stato.


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