L’Epifania della Regione Siciliana: le calze degli assessori tra carbone, dolcetti e doni utili

La Befana passa sopra le cupole barocche di Palermo e le austere stanze di Palazzo d’Orléans, lasciando alla giunta regionale una calza che somiglia più a un bilancio di fine mandato anticipato. In cui il carbone giudiziario si mescola ai dolciumi elettorali. Ma il vostro attento cronista, dopo accurati sopralluoghi tra i palazzi, ha notato un problema. Anzi, delle falle. Più precisamente, dei buchi nelle calze che hanno costretto la vecchina a fare gli straordinari per riempirle. Lasciando anche dei doni dell’Epifania per gli assessori: il 2026 dirà se avranno saputo usarli per cambiare rotta.

Il cronometro multitasking per Renato Schifani

Al centro della scena domina Renato Schifani. Il presidente della Regione si presenta all’appuntamento con l’Epifania non con una, ma con tre o quattro calze. Tante quante le deleghe ad interim collezionate, che lo rendono l’assessore più onnipresente della storia recente. Che dovrebbe occuparsi di Famiglia, Politiche Sociali, Lavoro, Autonomie Locali e Funzione Pubblica, oltre che della Sicilia nell’insieme. Per lui, il regalo più adatto non può che essere un cronometro multitasking a quadranti infiniti. Forgiato nelle officine della pazienza istituzionale, serve a gestire le ore di una sua qualunque giornata nella solitudine dell’interim. Con la sua verità più profonda: la difficoltà di trovare alleati di cui potersi fidare davvero.

Una bacchetta da rabdomante per Luca Sammartino

Per Luca Sammartino, vicepresidente e assessore all’Agricoltura, la Befana ha scelto una bacchetta da rabdomante in platino. Il suo ritorno all’assessorato, a settembre 2025, è coinciso con la fase più acuta di un’emergenza idrica che ha messo in ginocchio vigneti e allevamenti. Il dono simboleggia la speranza (o l’illusione) che la politica possa far apparire l’acqua, dove per anni non ha saputo fare manutenzione.

Il podometro digitale per Edy Tamajo

Sbirciando tra i doni dell’Epifania per gli assessori, al titolare delle Attività produttive Edy Tamajo va un podometro digitale ad alta precisione. Per misurare i passi di una scalata che lo vede proiettato verso nuovi traguardi, siano essi europei o nazionali. La sua calza è ricca di dolciumi elettorali, anche per tenerlo su durante tutte le inaugurazioni a cui presenzia.

L’abaco di vetro per Alessandro Dagnigno

Ad Alessandro Dagnino, avvocato cassazionista prestato ai conti della Regione, la Befana ha portato un abaco di vetro. Trasparente, per rispondere alle richieste di legalità, ma estremamente fragile. Da trattare con cura nei tanti urti con l’opposizione, per far quadrare anche i conti più difficili, come le morosità di Siciliacque o il trasporto pubblico locale.  

Lo stetoscopio per manager a Daniela Faraoni

Tra i più sofisticati doni agli assessori in questa Epifania c’è uno strumento di precisione: lo stetoscopio per manager. Tocca di diritto a Daniela Faraoni, che ha ereditato la gran patata bollente di curare la Sanità siciliana. Un malato terminale di burocrazia e inefficienza, alle prese con le lunghe liste d’attesa e necessarie decisioni chirurgiche nelle nomine.

Un prompt Ai per Francesco Paolo Scarpinato

Sarà pure anziana, ma la Befana è smart. E lo dimostra la calza dell’assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, riempita con un generatore di prompt per Intelligenze artificiali. Migliori di quelli usati per la campagna di comunicazione per Agrigento Capitale della Cultura 2025. E utili anche per rispondere alle richieste di organico delle Soprintendenze.

Un gps per Elvira Amata

Elvira Amata, titolare del Turismo, Sport e Spettacolo, riceve un gps per la navigazione. Nonostante il successo dei flussi turistici, infatti, gli iceberg delle inchieste rendono necessaria una rotta verso la trasparenza totale. Un dono con le istruzioni rigorosamente in inglese, per la promozione di un’Isola che vuole essere slow e green.

Un modellino per Alessandro Aricò

Per Alessandro Aricò, assessore alle Infrastrutture, la Befana ha pensato a un modellino del Ponte sullo Stretto. Da 1,3 miliardi di pezzi: gli stessi del cofinanziamento della Regione. C’è da guardare bene nella calza, però, sperando non manchi qualche tassello, tra eventuali tagli alle ferrovie siciliane e qualche variante progettuale al treno Palermo-Catania.

Un autografo (di se stessa) per Giusy Savarino

C’è anche un premio di consolazione tra i doni dell’Epifania per gli assessori. È un diploma di custode dell’ambiente, autografato da Giusy Savarino. Per se stessa. A cui, da assessora al Territorio e Ambiente, è toccato premiare il suo capo, Schifani. Mentre a lei rimangono le rogne delle concessioni balneari e i piani di gestione delle aree protette.

Una bussola per Mimmo Turano

Una speciale bussola che punta a Sud. È il ritrovato della scienza nella calza dell’assessore all’Istruzione Mimmo Turano. Per aiutarlo nella sua meritoria battaglia contro i diplomifici, messa a rischio dal calo delle nascite che svuota le scuole dell’entroterra. Dalla sua, Turano ha anche qualche caramella targata Pnrr: potrà usarle per convincere i giovani a restare a studiare in Sicilia.

La batteria autonoma per Francesco Colianni

Francesco Colianni, l’ultimo arrivato in quota Mpa per sostituire Roberto Di Mauro all’Energia, riceve una batteria a energia politica. Indispensabile per gestire la transizione energetica in una regione dove il sole abbonda, ma il resto dipende dalla Corte dei Conti. Mentre sostiene il peso di rappresentare un alleato ambizioso in una coalizione fragile.

Le calze degli esiliati Albano e Messina

Ma la Befana, si sa, non fa «questioni morali» e porta a tutti qualcosa. Compresi gli ex assessori Dc esiliati. Così Nuccia Albano riceve un kit di restauro: utile per murales antimafia, come quello che è stata accusata di voler bloccare, e per l’immagine. Compresa quella di un gruppo parlamentare, la Dc, che ha continuato a professare lealtà al presidente pur essendo stato messo alla porta. Al collega Andrea Messina, invece, una mappa per le autonomie perdute: dato che, seppur non citato nelle indagini, si è ritrovato pure lui estromesso a causa del suo cuffarismo.


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