Elezioni in Grecia, sconfitto l’euro

I greci non sono scemi. Non lo erano ai tempi di Socrate, Platone e Aristotele e non lo sono nemmeno oggi. E lo hanno dimostrato ieri con il voto, mandando a quel  paese l’Europa truffaldina delle banche e dell’euro. A differenza dell’Italia, che tiene alla presidenza del Consiglio dei ministri il rappresentante della massoneria più o meno finanziaria, la Grecia ha preferito andare alle elezioni nel nome della democrazia: e, sempre nel nome della democrazia, ha assestato un grande calcio all’euro.

Dalle urne viene fuori l’immagine di un Paese stanco delle ricette della Bce, della Merkel e delle varie massonerie europee. I greci hanno le scatole piene dell’austerità. Le elezioni penalizzano Nuova Democrazia (centro destra), il Pasok (socialisti) e tutti quelle formazioni politiche che hanno sostenuto il governo ‘tecnico’ di Lucas Papademos.

Cresce anche l’astensione, che sfiora e forse supera il 40 per cento degli elettori. Ma cresce, soprattutto, la voglia di sbarazzarsi dell’Europa dell’euro. La grande rivelazione è Syriza che, stando alle proiezioni, diventa il secondo partito con il 16,09 per cento dei voti. Molti consensi sono andati anche ad ‘Alba D’Oro’, formazione politica di stampo neofascista, che raggiunge quasi il 7 per cento e per la prima volta entra in Parlamento con 21 seggi.

Non può essere esclusa qualche ‘Grande coalizione’ per continuare a penalizzare la popolazione. Ma già il leader di Syriza. Alexis Tsipras, ha messo le mani avanti: “Questo voto è un messaggio a favore di una rivoluzione pacifica e avverte che la politica di austerità della Germania di Angela Merkel è stata sconfitta”.

Foto di prima pagina tratta da tzetze.it

 

 


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I greci non sono scemi. Non lo erano ai tempi di socrate, platone e aristotele e non lo sono nemmeno oggi. E lo hanno dimostrato ieri con il voto, mandando a quel  paese l'europa truffaldina delle banche e dell'euro. A differenza dell'italia, che tiene alla presidenza del consiglio dei ministri il rappresentante della massoneria più o meno finanziaria, la grecia ha preferito andare alle elezioni nel nome della democrazia: e, sempre nel nome della democrazia, ha assestato un grande calcio all'euro.

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