Presentato stamane a Palazzo delle Aquile, il dossier fotografa le criticità nel capoluogo e provincia. Un fenomeno di cui non si conoscono le dimensioni reali, elemento essenziale per definire una corretta programmazione di interventi. L'assessore Mattina: «I suggerimenti saranno trasformati in direttive»
Disabilità, in città sono tremila i casi gravissimi Garante: «Realtà meno infelice, servono risorse»
Difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, l’inadeguatezza di progetti personalizzati di vita rispetto al bacino complessivo e, su tutto, la carenza di risorse finanziarie. Queste sono solo alcune delle numerose criticità che affliggono la città di Palermo e provincia, emerse dal dossier redatto dall’organismo territoriale per i diritti con le persone con disabilità, istituito lo scorso anno dal Comune, e i cui esiti sono stati illustrati oggi a Palazzo delle Aquile. Una realtà, quella palermitana, che nonostante le difficoltà rappresenta «un’isola meno infelice» rispetto al resto della regione, per usare le parole del Garante regionale della persona con disabilità, Giovanna Gambino.
«A Palermo e provincia sono circa tremila i disabili gravissimi, ma si tratta di un numero che non tiene conto dei soggetti gravi e meno gravi. È un problema annoso, da tempo sollecitiamo un censimento alla Regione perché le cifre sono ballerine e, senza dati certi, è difficile programmare anche gli interventi finanziari». Un passaggio essenziale se si considera che, solo nell’Isola, si stimano circa 25 mila casi di soli malati gravissimi ma non si conosco le esatte dimensioni dl fenomeno. «Il problema è duplice – chiarisce – da un lato le somme sono esigue, dall’altra serve una riorganizzazione degli uffici e un rafforzamento dell’osservatorio regionale perché senza dati certi faremo soltanto delle programmazioni scoop. Invece, si stabilisca che sulla base di risorse esistenti ad oggi possiamo suddividerle tra un numero certi di pazienti».
All’incontro, che si è svolto in una affollata Sala delle Lapidi, hanno preso parte il sindaco Leoluca Orlando, consiglieri comunali, rappresentanti delle Asp, della Regione, e delle associazioni di familiari e persone con disabilità (Coordinamento H, Autismo Parla, comitato Siamo handiccappati no cretini, Meravigliosamente, l’Anpas). In questi mesi, il gruppo di lavoro è stato suddiviso in team che hanno lavorato lungo tre direttrici: la presa in carico personale e familiare (articolo 14 della legge 328/00), l’individuazione di barriere architettoniche e culturali e la reale inclusione sociale delle persone con disabilità, a partire dal lavoro. Dallo studio, è emerso con forza la difficoltà nella redazione di progetti individuali di vita, allo stato attuale deficitari, per una reale presa in carico di ciascun disabile. Se da un lato la sanità siciliana ancora non sembra pronta a redigere i programmi, nel capoluogo, invece, sono appena cominciate le attività di formazione del personale.
«È un dato importante perché l’utente quotidianamente si scontra con la realtà che il medico che deve redigere il piano ma in realtà non sa come farlo – prosegue Gambino – Ma da un punto di vista procedurale è solo l’incipit di questo processo». E poi, rimane il nodo delle Unità di valutazione multidisciplinare (Uvm), commissioni integrate tra Comune e Asp deputate alla diagnosi di disabilità e alla individuazione dei bisogni con la traduzione in servizi. «Non sono presenti ovunque – ha aggiunto – ma oggi Palermo già si muove abbastanza bene rispetto al resto della Sicilia». Un lavoro di sintesi che potrà essere utile per ogni ulteriore lavoro e di programmazione sia comunale che regionale, come ha sottolineato l’assessore all’inclusione e alla famiglia Giuseppe Mattina.
«Abbiamo la presunzione di presentare un modello replicabile anche a livello regionale – ha esordito l’assessore – Forse è arrivato il momento di fare tutti un passo indietro e di costruire qualcosa che funzioni. Noi l’abbiamo fatto e abbiamo la pretesa che possa essere replicabile perché non appartiene a nessuno ma è di tutti». Mattina ha assicurato, infine, che le indicazioni contenute nel dossier saranno presto trasformate in direttive – abbattimento delle barriere architettoniche e piani personalizzati – da diramare in tutti gli uffici, mentre il presidente del Consiglio Totò Orlando ha annunciato che la prossima settimana il dossier sarà portato all’attenzione dell’Aula, e «si stabiliranno i tempi per dare un segnale a questo organismo», visto che al momento manca una calendarizzazione.«I tempi del Consiglio comunale sono quelli della democrazia – ha concluso Mattina – È difficile mettere insieme tutti i pezzi, ma ci stiamo provando».