Dall’1 gennaio una sfilza di rincari

Il Governo Monti augura un buon fine anno agli italiani. E li aspetta nel 2013 con una sfilza di rincari. Una doccia fredda, anzi, gelata per tutti noi che ancora non ci siamo ripresi dalla ‘botta’ dell’Imu. Dal Partito delle tasse di Mario Monti, Casini, la Cisl di Bonanni e della Chiesa Cattolica (ormai salda alleata della Massoneria finanziaria del Professore) arrivano nuovo ‘regali’ con la Befana. Cosa?

Ecco un bell’aumento delle tariffe postali. La raccomandata costerà 3,60 euro contro i 3,30 attuali. “Per spedire una lettera o una cartolina –leggiamo su Affaritaliani.it – invece dovremo spendere 10 centesimi in più salendo dai 60 di oggi a 70”. (a sinista, foto tratta da latanadelcoyote.it)

“Nel caso in cui decidessimo di spedire una lettera sino a 20 grammi, il prezzo varierà dall’1,40 euro a 1,90 euro. Se la lettera arriva a 50 grammi l’aumento è ancor più considerevole: si passerà da 1,50 a 2,10 euro”.

Tutto questo dal primo gennaio del 2013, grazie all’approvazione di una delibera dell’AGCOM. Aumento anche per le lettere da spedire all’estero, il cui costo – per l’invio in Europa – passa da 75 a 85 centesimi.

In programma altri aumenti per rendere più ‘felici’ gli italiani. Dal prossimo mese di gennaio si profilano novità per i correntisti del Bancoposta. Il canone annuo passerà da 30,99 euro a 48 euro. Il costo potrà essere azzerato se dovessero ricorrere alcune condizioni (accredito stipendi, obbligazioni postali, fondi Posta, etc).

Il bancomat diventerà gratuito, ma in compenso il carnet di assegni si pagherà (3 euro), e aumenterà il costo dei bonifici.

Novità anche per la televisione. Di scena il canone Rai, che passerà a 113,50 euro, contro i 112 euro dello scorso anno. (a destra, foto tratta da prestiti.blogosfere.it)

Ma il colpo che dovrebbe tramortire gli italiani sarà legato all’aumento della tassa dei rifiuti. La nuova tariffa – chiamata Tares – prenderà il posto della Tarsu e della Tia.

Il prelievo dovrà coprire interamente i costi della raccolta e finanziare altri servizi comunali: per esempio, l’illuminazione e i vigili urbani. In questo settore, in Italia, si prevede un aumento tra il 10 e il 14%.

E in Sicilia? Molto dipenderà dalle decisioni del Governo e dell’Assemblea regionale siciliana. Nella nostra Isola gli Ato rifiuti presentano un indebitamento pari a un miliardo e 400 milioni di euro.

Il vecchio Governo e la vecchia Assemblea regionale avevano deciso di far pagare ai cittadini – ‘spalmandolo’ sulle bollette, a cominciare proprio dal 2013 – i debiti degli Ato rifiuti.

L’assessore regionale, Nicolò Marino, ha detto che il servizio rifiuti tornerà ai Comuni. Ma nessuno, finora, ha detto ai siciliani chi dovrà pagare i debiti accumulati. Si tratta di un debito frutto di cattive gestioni (e di altro ancora…). Ma anche di assunzioni facili senza concorso (si parla di 12 mila assunti a ‘umma ‘umma).

Chi pagherà il conto di tale disastro? Di questo, chissà perché, nessuno parla. Sala d’Ercole, convocata per il 29 dicembre, dovrebbe iniziare a dare qualche risposta. E’ auspicabile che il Governo di Rosario Crocetta faccia pagare il ‘buco’ agli amministratori degli Ato rifiuti e non ai cittadini siciliani.

Se i costi delle ruberie sui rifiuti dovessero essere caricate sui cittadini siciliani, le bollette, già salatissime, già a partire dal prossimo anno, potrebbero triplicare.

 


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