Crocetta: 26 milioni per le strade dissestate «Con alberi anziché case, non avremmo frane»

A distanza di due mesi torna in conferenza stampa ad incontrare i giornalisti, toccando tutti i temi. Dalle frane ai lavori pronti a partire, dalle impugnative del governo nazionale, passando per i rapporti con Renzi e i conti perennemente in rosso della Regione siciliana. Crocetta difende il Consorzio autostradale siciliano – «se altri avessero piantato alberi anziché costruire case, non avremmo avuto frane» – ed ancora «gli imprevisti ci saranno sempre, vogliamo dare una mano ai territori, e rimuovere la parte friabile». 

È un Crocetta che riconosce di avere ripreso da poco a leggere i giornali, dopo la vicenda che lo ha visto coinvolto nel caso della presunta intercettazione che riguardava Matteo Tutino. Rimbalza da un argomento all’altro, senza entrare in profondità. Annuncia lavori per oltre venti milioni di euro: «Questo è il primo stralcio di interventi per un totale di 26 milioni di euro, già finanziati – ha detto Crocetta – . Attendiamo finanziamenti per altri 40 milioni di interventi urgenti». Fra gli interventi previsti ci sono la ricostruzione di un tratto della provinciale 24 all’altezza di Caltavuturo per 7,5 milioni, e, sempre nel Comune del Palermitano, la realizzazione di una pista alternativa per il superamento dell’interruzione della strada provinciale 24 (700mila euro) e il ripristino della funzionalità viaria di tratti interessati da frane (due milioni). 

Ancora la realizzazione della bretella per il ripristino del transito sulla provinciale 18 Vicari Sud-centro abitato Vicari (1,8 milioni); la ricostruzione del piano viabile e contenimento scarpate in alcuni tratti della strada Mastrissa, tra Taormina e Castelmola (1 milione); il consolidamento, il contenimento, la bonifica e la protezione scarpate a monte e il contenimento e il rifacimento del tratto piano viabile della strada provinciale 13 di Mazzarino (1,5 milioni); primi interventi di drenaggio e consolidamento del versante Serronello e opere di sistemazione idraulica per il convogliamento delle acque superficiali nel torrente Gibilcanna, per la messa in sicurezza degli edifici di civile abitazione interessati (3.8 milioni). 

Riconosce che le frane accadono nei territori – «non è certo colpa dell’Anas» e mette sotto accuse le scelte fatte dai singoli territori. Di pazienza per attendere il rimpasto che i partiti chiedono, dice non averne ancora molta, ed ingaggia con Davide Faraone l’ennesimo duello a distanza, pur ribadendo più volte, ecumenicamente, che non intende fare polemica con nessuno. Insomma tutto va magnificamente. Anche i rapporti con Renzi e l’ostilità presunta sono malignità che non raccoglie. Sui conti infine e sulla lista della spesa regionale bloccata attende di entrare nel dettaglio, ma annuncia «che non intende penalizzare la spesa sociale» ed ancora «preferisco sforare il patto di stabilità che non rendicontare la spesa europea». 


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