A Caltanissetta c’è una scuola in cui il gioco diventa una materia: «I bimbi imparano a costruire relazioni»

Il gioco diventa materia didattica in una scuola di Caltanissetta. «Basti pensare a quanto è più facile per i bambini imparare una tabellina se diventa una canzoncina o leggere la Divina commedia per metterla in scena», spiega a MeridioNews Diletta Costanzo, formatrice teatrale specializzata in Neuroeducazione ed educazione emozionale. È lei che ha ideato e realizzato il progetto EtiCantieriTeatrali all’istituto comprensivo Don Milani di Caltanissetta. Un’idea che parte dal presupposto di fare del gioco e dell’arteterapia strumenti per prevenire i disturbi dell’apprendimento da inserire a pieno titolo in orario curricolare.

Un percorso, già in sperimentazione dal 2022 nella scuola nissena con 240 bambini e bambine dai quattro ai dieci anni e che ora è arrivato primo nel bando promosso dalla Regione con un finanziamento del ministero dell’Istruzione, pensato per favorire lo sviluppo armonico delle capacità cognitive, motorie e sociali dei bambini delle scuole dell’infanzia e primarie. «L’idea è nata dalle esperienze che abbiamo fatto nelle classi – spiega Costanzo che fa parte dell’associazione teatrale Naponos Teatro Etico di Caltanissetta – Abbiamo notato che mancava un sostegno di tipo creativo per i bambini, non solo per quelli cosiddetti speciali, e abbiamo colto che era invece una necessità». È l’epoca immediatamente successiva al Covid l’incubatrice di questa sperimentazione della metodologia di arteterapia ludica a scuola. «Non erano mai stati seduti a un banco – racconta – non avevano mai visto di presenza i compagni o la maestra. La scuola per loro era tutta dietro uno schermo. Cose che, in un tempo in cui la normalità non esisteva, ci sembravano normali».

Ma non lo erano. E quella realtà anomala ha fatto emergere nei più piccoli disturbi nuovi, anche non formalmente riconosciuti. Così, per arginarli e prevenirli, sono diventate materie la teatroterapia (con il corso condotto da Diletta Costanzo e Adriano Dell’Utri), la danzaterapia con il metodo Maria Fux (con Josephine Giadone) e la musicoterapia (con Danilo Lapadura per Ritmamente Onlus), con la presenza nelle classi e il supporto di Francesca Romana Falzone, psicologa clinica ed esperta in psicoterapia cognitiva. «Nelle ore di improvvisazione teatrale, è venuto fuori che le emozioni che i bambini dell’epoca post-Covid provano di più sono rabbia e paura. Ma soprattutto la paura – sottolinea Costanzo – Di sporcarsi, di ammalarsi, che i genitori si separino o che perdano il lavoro, di non vedere più i nonni, di morire loro stessi». Oltre a un senso di profonda insicurezza.

«Da qui è nata l’idea di mettere in scena uno spettacolo per la fine dell’anno – racconta la formatrice teatrale – fatto solo di sketch muti con al centro le emozioni e un modo creativo per farle uscire fuori». Per comunicarle agli altri, primi tra tutti i genitori in prima fila. «Con le arti e i giochi i bambini imparano meglio non solo italiano o matematica ma anche come si crea una relazione. Per questo – conclude Diletta Costanzo – spero che questo esperimento pilota a Caltanissetta faccia da apripista per fare diventare l’arteterapia ludica una materia scolastica a tutti gli effetti».


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