Ars, 50 deputati sfidano il Governo sulla crisi agrumicola

IL MESSAGGIO E’CHIARO: INTERVENTI IMMEDIATI O PROTESTE CLAMOROSE ACCANTO AI PRODUTTORI

Una mozione firmata da ben 50 parlamentari di tutti i gruppi e proposta da Toti Lombardo del Partito dei Siciliani MpA è stata presentata oggi all’ARS, per impegnare il governo regionale ad affrontare con urgenza la gravissima crisi del settore agrumicolo.

Nell’atto di indirizzo, i parlamentari (la lista dei firmatari è riportata in clace) sottolineano come in Sicilia si assiste ad una sempre maggiore riduzione della superficie destinata alle coltivazioni agricole e come questo corrisponda ad un calo della produzione, che contrasta con l’aumento avvenuto nell’ultimo decennio
nell’area del Mediterraneo.

I firmatari ricordano inoltre come “il prezzo pagato ai produttori oscilla oggi tra gli 0,05 ed i 0,10 Euro al Kg in base alla diversa tipologia e qualità delle arance” e sottolineano come “la crisi del settore agrumicolo ha raggiunto un livello di gravità estrema che non ha precedenti nella storia siciliana per la concomitanza di diversi
fattori negativi, primo tra tutti il crollo del prezzo pagato ai produttori a fronte di costi di produzione in continuo aumento; a ciò si aggiunga che, da circa due anni, il problema della pezzatura medio – piccola delle arance che, ancorché ininfluente sulla qualità finale, agisce da deterrente del mercato.”

Da queste considerazioni nasce un pacchetto di proposte che i 50 parlamentari hanno formalizzato per impegnare il Governo.

“Prima di tutto – ha spiegato Lombardo – dobbiamo promuovere gli accordi di filiera che mirino sia a tutelare il reddito dei produttori quali primi componenti della filiera agroalimentare sia a valorizzare i prodotti in una ottica di mercato globale che cura tutti gli aspetti dalla produzione alla distribuzione e alla promozione.”

L’altra proposta formalizzata nella mozione è quella di verificare se non ricorrano le condizioni per chiedere lo stato di calamità che permetterebbe la sospensione della riscossione dei tributi per un anno, “perché – ha detto Lombardo – in questo momento non è pensabile esigere dai produttori ridotti ormai allo stremo per gli altissimi costi di gestione il pagamento delle tasse su redditi che non hanno.”

Infine la proposta di ripetere quanto già fatto dalla Regione nel 2010 “quando la crisi aveva dimensioni ridotte rispetto a quella attuale”,con un “ritiro straordinario del prodotto da destinare a “aiuti umanitari ed interventi caritatevoli.”

“Anche se siamo certi che il Governo farà proprie le nostre proposte – ha infine dichiarato Lombardo – non possiamo non preannunciare azioni di protesta clamorose, insieme agli agricoltori, se da parte dell’Assessorato non verranno in tempi brevi dei segnali e delle risposte concrete.”

I firmatari della Mozione sono:
Toti Lombardo, Giovanni Di Mauro, Giovanni Greco, Giuseppe Federico,
Cataldo Fiorenza, Giovanni Lo Sciuto, Nello Musumeci, Annunziata
Lantieri, Francesco Cascio, Marco Falcone, Antonino D’Asero, Carmelo
Currenti, Giuseppe Milazzo, Giovanni Cancelleri, Francesco Cappello,
Giorgio Ciaccio, Vanessa Ferreri, Angela Foti, Claudia La Rocca,
Matteo Mangiacavallo, Valentina Palmeri, Salvatore Siragusa, Sergio
Trancredi, Giampiero Trizzino, Valentina Zafarana, Stefano Zito, Bruno
Marziano, Valeria Sudano, Edgardo Bandiera, Concetta Raia, Girolamo
Fazio, Giovanni Ioppolo, Giorgio Assenza, Bernadette Grasso, Edmondo
Tamajo, Alice Anselmo, Margherita La Rocca, Emanuele Di Pasquale,
Antonino Dina, Gianluca Micciché, Riccardo Savona, Luca Sammartino,
Giuseppe Laccoto, Maria Cirone, Michele Cimino, Anthony Barbagallo,
Antonio Venturino, Salvatore Pogliese, Giuseppe Nicotra.


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