Elezioni 2017, parlano sindaci di Aci Catena e Paternò Oliveri: «Uomini per tempi difficili». Naso: «Entusiasta»

«Ringrazio prima di tutto l’intera città che ha creduto in me, e che a distanza di 18 anni dalla mia prima sindacatura ha ridato fiducia al mio progetto. Soprattuto i 96 candidati che mi hanno sostenuto, le mie liste civiche, e i componenti della giunta che con il loro lavoro hanno consentito che questo risultato potesse essere concreto». È questa la prima dichiarazione di Nello Oliveri, nuovo sindaco di centrodestra del Comune di Aci Catena, sostenuto da sei liste ed eletto questa mattina presto dopo essersi smarcato dal suo principale avversario, Francesco Petralia, che godeva del supporto di altre cinque formazioni. Cinquantacinque anni, di professione fotografo, Oliveri è stato già sindaco di Aci Catena dal 1995 al 1999. Anche in quel caso la città proveniva da un periodo di commissariamento. Dopo quella parentesi amministrativa, tuttavia, Oliveri non è stato più rieletto nonostante ci abbia sempre riprovato. «Come ho fatto già anni fa, domani mattina mi recherò dalla Madonna della Catena, e ai suoi piedi depositerò un mazzo di rose», spiega il nuovo primo cittadino.

«Il nostro progetto politico è prima di tutto civico – chiarisce Oliveri, circondato dal suo comitato durante i primi festeggiamenti della giornata –  e si allarga al centrodestra. Abbiamo un programma basato su politiche di promozione del territorio, attente alle esigenze dei giovani». Alla domanda su quale sia il primo provvedimento da intraprendere, Oliveri risponde sicuro: «Una pulizia straordinaria della città». Un territorio che secondo lui oggi, nel 2017, «somiglia moltissimo a quello del 1995, con la differenza che chiaramente la società è cambiata». Un dato che però sembra non scoraggiare il futuro amministratore, che aggiunge: «Non abbiamo paura, siamo uomini nati per tempi difficili». A salutare con soddisfazione la sua elezione è il deputato nazionale di Forza Italia Basilio Catanoso che dichiara a MeridioNews: «C’era chi diceva che non eravamo compatti: questa è la dimostrazione che siamo uniti. E quando il centrodestra è unito vince». 

Nell’altro grande centro al voto, Paternò, sono 17 su 47 le sezioni scrutinate ma, nonostante manchi l’ufficialità, Nino Naso supera il 40 per cento, e sembra sicuro che sia lui il prossimo a sedere al vertice di Palazzo di città. Sulla propria pagina Facebook, poche ore fa, è comparso anche un video che ritrae Naso durante i festeggiamenti insieme alle persone che hanno sostenuto la sua candidatura. «Sono orgoglioso dei tanti cittadini per bene che hanno creduto in questo progetto – racconta il nuovo sindaco a MeridioNews – Questo risultato è una grande soddisfazione, abbiamo cambiato le regole del gioco». «Come prima cosa – aggiunge – Dobbiamo capire a che punto è la macchina amministrativa e cominciare a lavorare subito con umilità e abnegazione. Questa città non ha bisogno di chiacchiere ma delle politiche del fare». Sulla possibilità di tendere la mano verso i suoi ex avversari politici, infine, dichiara: «Non ho avversari politici, dobbiamo lavorare per la città. Non abbiamo nemici, chi ha buona volontà lavorerà con noi per il bene di Paternò». 

A commentare la notizia è anche Natalina Tempesta, braccio destro del candidato che racconta la nottata appena trascorsa: «È stata una serata movimentata, abbiamo avuto difficoltà in molti seggi perché sono state contestate moltissime schede – spiega la politica – Molti hanno infatti scritto il nome del candidato oltre a barrare il simbolo e quindi abbiamo avuto qualche alterco. Quello di cui siamo felici è il consenso popolare e l’appoggio degli amici. La storia spesso ci insegna che vincono i potenti, questa volta invece ha vinto il popolo».

Riguardo i disordini, sarebbero stati diversi i momenti di tensione tra presidenti di seggio e rappresentanti di lista. Nella sezione 44 il presidente di seggio avrebbe fatto uscire dalla stanza i rappresentati ed è stato necessario l’intervento dei carabinieri per riportare la calma. «Io non ero presente quando è stata chiusa la porta – conclude Tempesta – ma siamo stati tutti buttati fuori». Il comitato a sostegno di Nino Naso ha avuto la certezza della vittoria intorno alle 7.30 del mattino quando le percentuali si attestavano, ufficialmente, intorno al 46, anche se in base a calcoli non ufficiali la vittoria sarebbe accertata da un 42 per cento. In città in molti commentano inoltre il tonfo del sindaco uscente Mauro Mangano che, nonostante i cinque anni di amministrazione, avrebbe preso circa 1500 voti. Meno di quanti se ne aspettassero. 


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