Turi Vaccaro, mostra fotografica per raccontarlo «Un uomo radicale che mi ha inondato di energia»

Quando si era palesato davanti al cancello principale della base americana di Niscemi, nel marzo 2016, gli attivisti No Muos avevano prima tremato e poi sorriso. Perchè Turi Vaccaro, il noto pacifista originario di Modernopoli, stava in quel momento a testa in giù, assorto in una posizione yoga. Aveva deciso di violare in quel modo il divieto di soggiorno nella provincia di Caltanissetta, che gli era stato imposto dal tribunale di Gela qualche tempo prima dopo una protesta risalente al luglio 2013 e avvenuta sul lungomare gelese. Un aneddoto che racconta molto dalla figura di Turi. C’è anche questo episodio nella serie di ritratti che il fotoreporter Andrea Coco ha raccolto in una mostra fotografica intitolata Peace in nature e che, dal 21 aprile e fino all’11 maggio, sarà possibile ammirare a Milano

«La prima idea  – racconta Coco, anche lui siciliano – era di seguire il movimento No Muos. Lì ho incontrato Turi e ho cambiato obiettivo, sono stato inondato dalla sua energia pacifica. L’ho seguito per due anni, e sono stati due anni intensi e difficili, dovevo sempre contattare mezza Italia per scovarlo e raggiungerlo». Turi infatti, coerentemente col suo percorso di vita, ha abbandonato da anni ogni legame con gli oggetti del quotidiano: non ha il cellulare, non usa l’auto per spostarsi, non indossa scarpe, non ha una casa, si sposta di lotta in lotta a seconda della propria sensibilità. 

Spesso poi entra in sciopero della parola: a ridosso di qualche azione, o per meglio meditare, si chiude nel silenzio per giorni e giorni. «Anche questo confronto senza le parole è stata per me un’esperienza di vita – continua il giovane fotografo -. Non parlava ma scriveva, libri e libri per farmi sapere e far sapere a chi ha di fronte quello che pensa. In tutta Italia i suoi quaderni di appunti, così colmi di dettagli e riflessioni, sono ormai mitologici». La mostra diventa così anche un tentativo di fissare, seppur provvisoriamente, una persona sfuggente. 

«Lo racconterò fin quando ne avrò la forza, è un uomo che invidio tanto perchè ha uno stile di vita che io per esempio, per la sua radicalità, non sarei in grado di portare avanti». E Turi Vaccaro ha deciso di essere presente all’inaugurazione, col suo caratteristico flauto e i mantra sussurrati. Ma cosa vuol dire fotografare una persona dal genere, dal punto di vista tecnico? «Turi ha un’intensità nel volto che aiuta molto, i tempi con lui sono lenti e piacevoli. Non c’era la frenesia del reportage, la sua serenità mi trasmetteva calma e credo che questo si veda nelle foto». Peace in nature, curato da Paola Riccardi, è stato realizzato grazie alla collaborazione del collettivo 24mm Studio. L’ingresso alla Cascina Martesana è libero fino all’11 maggio.


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