Artisti di strada, dopo festa a Ballarò il funerale al Massimo  Con ordinanza «equiparati al selvaggio caos della movida»

«Da una parte il Comune guarda con simpatia gli artisti di strada e dall’altra non riconosce agli artisti in strada una professionalità e un ruolo». È la denuncia che viene dal movimento Libera il Cappello, che intende far approvare un regolamento sui buskers (artisti di strada ndr) a Palermo. Un tentativo lungo un anno che, nonostante la felice esperienza del Ballarò Buskers, è rimasto però lettera morta. Al momento rimane un’ordinanza comunale «con cui vengono equiparati a commercianti ambulanti o ai protagonisti del selvaggio caos proposto dai locali della movida di Palermo, che sparano musica a tutto decibel». 

«Ci sentiamo oggetto di strumentalizzazione – aggiunge Mario Barnaba, tra i fondatori di Libera il Cappello – perché quando fa comodo e rientra all’interno di manifestazioni pagate dal Comune l’artista di strada ricopre un ruolo culturale e sociale, mentre al di fuori diventa illegale». Per questo motivo il movimento dei buskers ha annunciato per il 13 novembre una manifestazione che sarà una parata e che terminerà con un gala finale. Il tema sarà il funerale della libera espressione artistica nei luoghi pubblici, per cui dalla partenza – prevista ai Quattro Canti alle ore 17 – è previsto un vero e proprio corteo funebre che sfilerà in processione su via Maqueda per concludersi al Teatro Massimo

«Non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco nelle trattative con l’amministrazione comunale e la polizia municipale – aggiunge Barnaba -. In contemporanea al Ballarò Buskers in un’area pedonale c’erano altri artisti di strada che lo facevano da soli e sono stati bloccati dai vigili urbani perché c’è un’ordinanza che vieta di fare spettacoli con un’amplificazione». Così, denunciano, in assenza di norme chiare ed eguali per tutti, i vigili urbani – a seconda della propria inclinazione – lasciano fare oppure si appellano al rispetto delle regole elargendo multe e sequestri. 

E intanto al movimento Libera il Cappello giunge la solidarietà proprio del Ballarò Buskers. «È il momento – dicono gli organizzatori – di riconoscerne il ruolo culturale, sociale ed economico ricoperto da chi attraverso queste attività valorizza l’espressione artistica: essa è per sua natura libera, estemporanea ed itinerante e costituisce un momento di aggregazione sociale e arricchimento culturale della collettività e contribuisce ad ampliare l’offerta turistica locale». Per poi avanzare una proposta, direttamente rivolta al sindaco Leoluca Orlando, di emanare una «ordinanza sperimentale di sei mesi che permetta di poter utilizzare in maniera gratuita gli spazi, le piazze e le strade di tutta la città (comprese le isole pedonali), per la realizzazione di spettacoli da parte di artisti di strada che attraverso il contributo volontario degli spettatori possano lavorare nel rispetto dei luoghi che li ospitano ma senza l’obbligo di autorizzazione in deroga all’uso di impianti elettroacustici».


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Il movimento Libera il Cappello da un anno prova a far approvare un regolamento sui buskers. «Ci sentiamo oggetto di strumentalizzazione» dice Mario Barnaba, tra gli ideatori della manifestazione del 13 novembre, per celebrare «il funerale della libera espressione artistica»

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