«Il nostro obiettivo è continuare a tessere storie di speranza e opportunità». Così Le tele di Aracne si fa Rete. Un nuovo passo per l’accademia sartoriale nata due anni fa in un bene confiscato alla mafia alla Borgata di Siracusa. Quartiere ad alto rischio di disagio e devianza, per garantire un futuro a giovani detenuti della casa circondariale Cavadonna e donne a […]
Foto dal sito di Le Tele di Aracne
L’atelier sociale nel bene confiscato a Siracusa: «Il lavoro è il più potente strumento di riscatto»
«Il nostro obiettivo è continuare a tessere storie di speranza e opportunità». Così Le tele di Aracne si fa Rete. Un nuovo passo per l’accademia sartoriale nata due anni fa in un bene confiscato alla mafia alla Borgata di Siracusa. Quartiere ad alto rischio di disagio e devianza, per garantire un futuro a giovani detenuti della casa circondariale Cavadonna e donne a rischio di marginalizzazione sociale. Adesso ha preso avvio il progetto Rete Tele di Aracne che terminerà con l’assunzione di altre quattro persone. Da aggiungere alle cinque che già lavorano per l’atelier. «Perché il lavoro è il più potente strumento di riscatto e inclusione sociale», spiega a MeridioNews Sebino Scaglione, presidente di Passwork, cooperativa sociale tra i partner del progetto. Che ora si fa più grande.
La sartoria sociale per le vite scucite
Nella sartoria sociale di via Bainsizza «si cuciono vite scucite». Quelle di chi ci lavora: un detenuto, una detenuta, un’altra donna vittima di violenze che oggi vive in una casa protetta a indirizzo segreto e un’altra ancora che ha fragilità di tipo diverso. L’ultimo assunto è anche il più giovane: un ragazzo di 24 anni con difficoltà familiari, economiche e sociali. «Con Le tele di Aracne hanno la possibilità – sottolinea Scaglione – di riscattarsi e rinascere». Una possibilità che, adesso, si apre anche per altre persone con Rete Tele di Aracne. Un’iniziativa realizzata con il sostegno di fondazione Con il Sud e Gruppo cassa depositi e prestiti. «Un finanziamento importante, soprattutto perché ci permette di fare ragionamenti più seri con degli esperti del settore tessile – spiega Scaglione -. Per diventare davvero all’altezza di produzioni che possano stare bene nel mercato».
Il partner scelto da Dior
Tra gli esperti con cui ragionare e partner del progetto Rete Tele di Aracne c’è anche Le Costantine. Un centro di tessitura in una masseria nella frazione di Uggiano La Chiesa, in provincia di Lecce, in Puglia. Una fondazione che si occupa della formazione e dell’occupazione di persone che appartengono a categorie svantaggiate e che è stata scelta dalla maison Dior per realizzare la collezione Cruise 2021. «Di recente, con i loro telai, hanno anche realizzato delle cose per Fiorella Mannoia», aggiunge il presidente di Passwork. Da loro prenderanno spunto i tessitori de Le tele di Aracne per coffe, panari e uncinetti che valorizzano la tradizione siciliana del corredo della nonna, partendo da stoffe di scarto e materiali di riciclo.
La Rete Tele di Aracne
«Con questo nuovo progetto – annunciano da Rete Tele di Aracne – rafforziamo il nostro impegno per il territorio, dando vita a un presidio stabile capace di generare opportunità, coesione e sviluppo». In pratica si tratta di un percorso della durata di quattro anni con l’attivazione di corsi di formazione professionale. Al termine dei quali ci saranno quattro nuove opportunità lavorative concrete. Si parte, intanto, dalla costruzione di una rete territoriale tra associazioni, enti locali, istituzioni, club service e autorità amministrative. E con la definizione di un protocollo d’intesa per promuovere inclusione, legalità e collaborazione. «Continuiamo a fare ciò che ci insegna l’antica arte della tessitura – conclude Scaglione -. Attraverso la nostra sartoria sociale che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità. Per contribuire alla costruzione di una comunità più inclusiva».







