Oggi quarto giorno di voto della Finanziaria regionale 2025. La seduta di ieri sembra aver fatto ingranare ai deputati una marcia superiore. Nonostante riscritture e accordi – come sull’articolo 15, con un incremento delle ore dei lavoratori ex Pip -, spesso trasversali. Ma senza interventi dei franchi tiratori. Un rischio imprevedibile, che costringe il governo […]
Finanziaria 2025, quarto giorno: la diretta del voto da «fare in fretta»
Oggi quarto giorno di voto della Finanziaria regionale 2025. La seduta di ieri sembra aver fatto ingranare ai deputati una marcia superiore. Nonostante riscritture e accordi – come sull’articolo 15, con un incremento delle ore dei lavoratori ex Pip -, spesso trasversali. Ma senza interventi dei franchi tiratori. Un rischio imprevedibile, che costringe il governo di Renato Schifani a fare buon viso a cattivo gioco della nuova maggioranza in aula. «Bisogna fare in fretta», diceva ieri il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Per chiudere entro domani e salvare il Natale dei deputati. Dopo lo stop implorato ieri dagli onorevoli, oggi si riparte da 15 articoli approvati su 134. Ma oggi sarà anche la giornata degli stralci: una 60ina di norme che rientreranno dalla finestra a gennaio. Atteso nel pomeriggio il voto sull’articolo 11: sugli interventi per gli Enti locali e le riserve ai Comuni. Che ieri aveva scatenato infinite polemiche.
Seduta aperta e Schifani annuncia il volo per Roma: «Abbandona la nave che affonda»
La seduta di oggi della Finanziaria 2025 si apre alle 11.43, con quasi un’ora di ritardo: primo al voto è l’articolo 22. Presente il governatore Schifani, il quale annuncia che sta per prendere un volo per Roma: mancherà ai lavori d’aula, insomma, ma porterà «gli auguri al presidente della Repubblica», spiega. «La nave affonda e il presidente Schifani se ne va», dichiara il deputato Ismaele La Vardera. Provocando un richiamo del vicepresidente Ars Nuccio di Paola (M5s) – che presiede la seduta – e l’annuncio che non saranno tollerati interventi non pertinenti. Pena la chiusura del microfono.
Passa l’articolo 22, stallo sull’articolo 16 sul servizio idrico
L’articolo 22, sulle piattaforme digitali del dipartimento regionale tecnico, era stato già accantonato ieri. Dopo la richiesta di voto segreto da parte dell’opposizione. E la conseguente richiesta di grazia dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Ora, verificato il numero legale, si vota: l’articolo 22 è approvato. Si passa così all’articolo 16, sul servizio idrico integrato. Che evidenzia «l’incapacità del governo nel gestire l’emergenza idrica nel Trapanese, Agrigentino e Messinese», secondo Cristina Ciminnisi (M5s), che ne chiede la riscrittura. Appoggiata persino Richiesta di accantonamento arrivata anche dal leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca. E condivisa anche dal dem Dario Safina e dal 5 stelle Angelo Cambiano. Animato e articolato il dibattito, con critiche continue al governo regionale. Un governo, quello siciliano, che corregge se stesso: con l’emendamento presentato dal presidente della I commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che include anche Iblea Acque, oltre ad Aica.
Il governo propone l’ennesima riscrittura e annuncia la riforma del servizio idrico
Non solo. A chiedere la riscrittura è anche il capogruppo della Democrazia cristiana Carmelo Pace, indagato insieme all’ex segretario Dc Totò Cuffaro. «Di questa finanziaria non conosco una parola, non ho partecipato a nessuna discussione – dichiara -. Avrei potuto farlo, ma non volevo creare imbarazzo». Ma di questa riscrittura è il primo firmatario. Il governo accetta, ma le opposizioni anticipano già la richiesta di voto segreto. Ascoltati tutti gli interventi, prende la parola l’assessore all’Energia Francesco Colianni: «Il quadro della Regione è frammentato e ogni parlamentare rivendica per il proprio territorio. A Enna e Caltanissetta, per esempio, paghiamo l’acqua più cara di Sicilia. A gennaio presenterò una riforma del settore idrico». L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino annuncia i contenuti della riscrittura: 10 milioni di euro per la provincia di Agrigento, 4 milioni per quella di Ragusa e 1,5 milioni per quella di Messina. Seduta sospesa. Si riprende alle 15:30.
Seduta riaperta: approvazione lampo per 5 articoli
È finalmente terminata la lunga pausa pranzo. La seduta è stata riaperta dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. La cui prima comunicazione è stata quella relativa al rimando al tardo pomeriggio dello stralcio. La sorpresa è stata la velocità con cui i lavori procedono. Approvati l’articolo 27 (destinazione oneri istruttori in materia di energia) e l’articolo 32 (il fondo unico a gestione separata della Crias). Poi un salto all’articolo 38 (cofinanziamento di misure di mutualizzazione del rischio in agricoltura) e l’articolo 39 (stabilizzazione personale meccanizzazione Esa). Nella carrellata di via libera, anche l’articolo 41, (incremento dotazione finanziaria fondo unico a gestione separata della Crias per l’agricoltura e per la pesca).
Passano gli articoli sociali, ma c’è uno stop tecnico
Approvati anche l’articolo 81, che prevede l’istituzione del fondo regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze. E l’articolo 82 in materia di diritto allo studio. Durante l’esame degli emendamenti all’articolo 83 – sulla riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata – la seduta è stata sospesa. Una pausa forzata dovuta a delle incomprensioni con gli uffici.
Riunione tra Galvagno e Pd-M5s: si punta a chiudere entro oggi
La seduta è ripresa. Durante la pausa, Pd e M5s hanno avuto una riunione con Galvagno. Obiettivo: snellire il percorso della Finanziaria. E chiuderla quanto prima, nonostante sia evidente la presenza di diversi nodi ancora da sciogliere. Nei corridoi del Palazzo si mormora che la partita potrebbe chiudersi già nella serata di oggi. Più probabilmente questa notte. La situazione politica della maggioranza non è delle migliori: il peso che hanno avuto i franchi tiratori è ben più che una banale spina nel fianco. A questo si aggiunge che molti deputati della maggioranza hanno terminato il loro savoir faire e adesso puntano il dito verso quella che, qui a MeridioNews, abbiamo definito la nuova maggioranza all’Ars. Quella dell’asse trasversale FdI-Mpa con Pd-M5s-Controcorrente. Al ritorno in aula, è seguita l’approvazione dell’articolo 84 sul fondo regionale per l’affidamento familiare, e dell’articolo 93 sul sostegno alle associazioni del settore teatrale.
Ancora una riunione per trovare la sintesi (in fretta)
Emendamento governativo sull’articolo 105 (adeguamento del corrispettivo euro/km TPL). Il presidente Galvagno annuncia: «Facciamo fino all’articolo 107, poi pausa di un’ora. Facciamo una riunione e ci confrontiamo per provare ad andare avanti nel modo più spedito possibile». Approvato, quindi, anche l’articolo 107, sull’incremento orario del personale medico-veterinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia. La seduta viene sospesa e riprenderà, indicativamente, per le ore 20. Alla riapertura, i deputati avranno un compito arduo. A forza di rinvii e riscritture dovranno andare al voto su temi importanti: l’articolo 8 sulle liste d’attesa nella Sanità, l’incognita del bacino degli ex lavorati Almaviva, l’articolo 15 sull’incremento fino a 25 ore degli ex Pip e l’articolo 16 sul servizio idrico integrato. Passaggio, quest’ultimo, riscritto dal governo, d’accordo con le opposizioni, dopo le polemiche. Ma si tratterà anche dell’export e della misura per i siciliani all’estero.
Riunione infinita per l’accordo che punta a chiudere entro mezzanotte
L’orario annunciato dal presidente dell’Ars Galvagno per riprendere la seduta era quello delle 20. Ma, quando mancano pochi minuti alle 22, non si vede ancora nessuno. Da quello che ci è dato sapere, sono ancora in corso le riunioni tra maggioranza e opposizione. Sembrano decisi a raggiungere un accordo. Tra uno stralcio e l’altro, che riguarderebbe una cinquantina di articoli. Come minimo. Uno sfoltimento di quelli che, si auspica, porterà all’approvazione della Finanziaria entro le 23:59 di oggi. Ma sul tavolo ci sono ancora degli articoli dal peso specifico altissimo. Il primo è l’articolo 11, relativo agli interventi a favore degli Enti locali e le tabelle. L’altro, invece, è l’articolo 8, sulle liste d’attesa nella Sanità: già accantonato, nella giornata di ieri, diverse volte. E c’è poi un caso su cui trapelano alcune notizie: pare che, durante una delle assenze di ieri dalla seduta, Galvagno abbia incontrato una delegazione di ex lavoratori Almaviva. E che si profili la possibilità di includerli nell’implementazione delle infrastrutture digitali. Sarebbe, senza dubbio, la soluzione a un problema significativo che, finora, sembrava irrisolvibile.
La maggioranza a rischio rottura
Non tutto è perduto. Forse. Si ritiene che la seduta riprenderà verso l’una di notte. Sembra che sia stato raggiunto un accordo tra i gruppi parlamentari. Con l’obiettivo di approvare la Finanziaria nel corso di questa lunga notte. Ma sembra esserci un problema. Esiste ancora una maggioranza? Se sì, come si esprimerà in aula? La compagine governativa ha dimostrato la sua mancanza di compattezza. E le divisioni interne, di cui abbiamo parlato diffusamente nei mesi scorsi, sembrano essere arrivate al limite. Quella strana maggioranza d’aula, che ha mandato sotto il governo diverse volte, si è rivelata un vaso di Pandora. Una cosa sembra certa: l’asse FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente è riuscita là dove non ce l’ha fatta la mozione di sfiducia a Schifani. Nel centrodestra, ora vige le legge tutti contro tutti. E qualcuno paventa la rottura. Se accadesse proprio sulla Finanziaria, si profilerebbe un unico scenario: crisi di governo. E Finanziaria non approvata. Con esercizio provvisorio e, non lo si può escludere, elezioni anticipate.
Riprende la seduta
Ripresa la seduta. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha elencato gli articoli rimasti. E che saranno posti al vaglio di Sala d’Ercole. Sono l’8, 11, 15, 16, 17, 35, 37, 45, 50, 97, 99, 100, 109, 113, 114, 116, 120, 130, 131, 132, 133 e 134. Tutti gli altri torneranno in aula a gennaio divisi in due tranche: un articolato di natura economica ed uno di natura ordinamentale. In attesa di alcune modifiche all’articolo 8, scoppia, di nuovo, il caos in aula. Piccolo giallo in aula. Ismaele La Vardera ha denunciato un possibile conflitto d’interesse riguardante il deputato della Democrazia Cristiana Carlo Auteri. Oggetto l’articolo 93, quello relativo al sostegno delle associazioni operanti nel settore teatrale. Minaccia di querele e difesa d’ufficio da parte del collega di partito Salvatore Giuffrida, proponente della misura. Approvato, finalmente, l’articolo 8. Quello relativo all’abbattimento delle liste d’attesa. I lavoratori Almaviva, avranno così la possibilità di essere inclusi o coinvolti nell’implementazione delle infrastrutture digitali. Non è certamente di una soluzione, ma almeno un chiaro segnale, come evidenziato in Aula dall’assessore alla Salute Daniela Faraoni. Nonostante l’ora tarda, i lavori hanno preso un’accelerata. Con la votazione degli articoli. Approvati agli articoli: 35, le misure per l’attrazione di nuovi residenti; il 45, l’Oasi di Troina; il 50, il sostegno e promozione della creatività urbana, della street art e del muralismo.
Approvati altri articoli e nuova pausa tecnica
E ancora: approvati gli articoli 116, le disposizioni in materia di Cefpas; il 120, il fondo per la realizzazione di alloggi per persone con disabilità grave; il 130, il potenziamento servizi nei parchi archeologici e il 17, gli interventi in materia di istruzione; il 37, provvedimenti per il recupero di edifici situati nei centri storici e zone omogenee, per il sostegno abitativo alle giovani coppie e per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici siciliani. Ancora una pausa per effettuare le riscritture necessarie. Si riprende alle 3.
Si riprende nel delirio
Al momento della ripresa, tra i banchi di Sala d’Ercole, regna il delirio più totale. Tra riscritture al volo, micro pause e chiarimenti dell’ultimo minuto. E tanta stanchezza. Sono forse troppi gli articoli ancora in attesa di approvazione. Come ad esempio il 16, relativo al servizio idrico integrato, e il 15, gli ex Pip. Incremento delle ore e la necessità di trovare la copertura finanziaria che permetta di arrivare a quota 25, necessaria per il raggiungimento del trattamento integrativo. Sono questi i nodi da risolvere. Infine è il presidente Galvagno a sbottare «Non c’è sintesi». Stop. Si fermi tutto. Sembrano non esserci le condizioni per continuare. Nonostante la concertazione che ha accompagnato la seduta. Non è stato raggiunto l’obiettivo di chiudere la votazione nella nottata. Domani (in realtà oggi) è un altro giorno. Si vedrà. Convocazione per le ore 12.