Sanità, mezza riforma per le nomine dei manager: cambia la forma, ma decide sempre la politica

Un sistema di nomine, in un settore ricco e delicato, troppo legato alla politica: è il tema che emerge dalle ultime inchieste sulla sanità in Sicilia. Davanti al quale il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha annunciato un cambio di passo. Nuove regole, almeno nell’annuncio, per le nomine dei manager della sanità in Sicilia. Eppure all’orizzonte non si vede nessuna rivoluzione in merito. La differenza sostanziale della nuova procedura riguarda solo il numero di professionisti selezionati nella rosa dei papabili. Ma nulla risulta su trasparenza e merito.

La commissione di tre esperti: la «svolta storica» che esiste dal 2018

L’annunciata commissione, con il compito di valutare i curricula dei direttori generali, è stata già introdotta nell’ordinamento siciliano nel 2018. Ed è formata da tre esperti «indicati da qualificate istituzioni scientifiche indipendenti, che non si trovino in situazioni di conflitto di interesse». Nello specifico, «uno designato da istituzioni universitarie indipendenti, uno designato dall’Agenas e uno nominato dal presidente della Regione su proposta dell’assessore regionale per la Salute». Nulla di nuovo, dunque, su questo fronte, rispetto a quanto passato al setaccio dalla magistratura. Anche durante le ultime nomine, infatti, la rosa di candidati è stata scelta dalla commissione di esperti, con il parere finale della giunta regionale. Senza quella «svolta storica», insomma, annunciata da Schifani.

Come sono andate finora le nomine nella Sanità

Per poter partecipare alla selezione, i direttori generali devono essere iscritti a un apposito albo. Da qui, la commissione di esperti seleziona una rosa di manager, tra cui la giunta dovrà scegliere. Durante le ultime nomine, la speciale commissione ha presentato all’amministrazione regionale una lista di 49 direttori generali, ma è stata la politica regionale a decidere chi collocare e in quale struttura sanitaria. Durante il governo di Nello Musumeci – periodo in cui la commissione viene creata -, la commissione non doveva fare una lista indistinta di manager candidabili. Ma dividerli in quattro fasce di idoneità.

Cosa (poco) cambia adesso nelle nomine dei manager

Una distinzione, quella sulle idoneità, abolita nei primi mesi del governo Schifani e adesso reintrodotta, in forma ancora più stringente. Ora la commissione dovrà consegnare alla giunta una lista con soli tre nomi e il suo consiglio sulla destinazione del vincitore. La giunta sceglierà uno dei tre nomi selezionati e deciderà se confermare l’indicazione della commissione sull’ospedale o l’Asp a cui destinarlo, oppure inserirlo altrove. A piacimento, comunque, della politica, a cui spetta in ogni caso la parola definitiva sulle nomine dei manager della sanità in Sicilia.


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