Nuovo Governo Crocetta: ma chi è che pensa agli oltre 5 milioni di siciliani?

SE L’OSTACOLO A UNA RICOMPOSIZIONE DELLA MAGGIORANZA E L’ASSESSORE ANTONIO FIUMEFREDDO, QUEST’ULTIMO FAREBBE BENE A PRENDERNE ATTO E A RASSEGNARE LE DIMISSIONI. IN OGNI CASO, IL GOVERNATORE DEVE SMETTERLA DI SCEGLIERE PER GLI ALTRI

di Carmelo Raffa

Dopo l’attribuzione delle deleghe da parte del presidente della Regione si sta scatenando una terribile bufera provocata dalle aree del PD che avevano sostenuto Rosario Crocetta prima e dopo la sua elezione.

Al Governatore si rimprovera quello che, per tanto tempo e spesse volte in profonda solitudine, facevamo noi da questo giornale: e cioè di decidere lui per i Partiti nel scegliere gli uomini e le donne del suo Governo e del sottogoverno.

Se fino a qualche mese fa tutto passava quasi liscio, in questo momento assistiamo al fatto che il neo segretario del PD siciliano, Fausto Raciti, eletto alla guida del Partito grazie ad una formazione da noi denominata “armata Brancaleone” e col sostegno anche dell’apparato del Governatore Crocetta, inaspettatamente sta facendo valere il suo ruolo.

In particolare, Raciti non ha digerito la nomina di Antonio Fiumefreddo nella nuova compagine governativa e l’esclusione dell’area cuperliana di cui lui stesso fa parte.

Insomma: se Crocetta che pensava di avere il vento in poppa col nuovo segretario regionale del PD, sta invece masticando amaro.

Ed ora? Rosario Crocetta, al quale avevamo consigliato di andare avanti rapidamente ha fatto bene a decidere venerdì di distribuire le deleghe e dovrebbe andare avanti e senza remore nella presentazione del nuovo programma di sviluppo economico.

Alla gente interessano poco o niente i nominativi degli assessori, perché aspettano risposte vere dall’intero Governo su come mettere quotidianamente su la pentola.

Se Fiumefreddo rappresenta un ostacolo per il maggiore partito e quindi può costituire un intralcio alla realizzazione di un serio programma di sviluppo, beh, ne tragga le conseguenze e con atto nobile rassegni subito le proprie dimissioni.

Il nuovo Governo, i partiti, i gruppi e tutto il Parlamento siciliano superino rapidamente le beghe e pensino, almeno questa volta, al vero bene del popolo siciliano.

 


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