I rappresentanti delle cinque Regioni a Statuto speciale ricevuti dal presidente della Corte Costituzionale

DURANTE L’INCONTRO E’ STATO RIBADITO CHE LA SPECIALITA’ E’ UN “FATTO STORICO E FATTUALE”. RENZI E I SUOI ‘GIANNIZZERI’ PORTATORI DEL FALSO RIFORMISMO SI TOLGANO DALLA TESTA DI ELIMINARE L’AUTONOMIA. ALTRIMENTI FINIREBBERO COL GIUSTIFICARE IL SEPARATISMO

I rappresentanti delle Assemblee legislative delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome sono stati ricevuti stamattina a Roma dal presidente della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri.

All’incontro, il cui promotore è stato il presidente dell’Assemblea regionale

Il presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone (foto tratta dal sito ufficiale dell’ARS)

siciliana, Giovanni Ardizzone, erano presenti anche Sergio Mattarella, componente della Consulta, e Giacomo D’Amico, assistente del professore Silvestri.

“Nel corso del colloquio – afferma soddisfatto Ardizzone – è stato più volte richiamato il principio di leale collaborazione fra lo Stato e Regioni, così come è stato ribadito che le specialità sono un fatto storico e fattuale. E’ stato sottolineato anche che tutti dobbiamo concorrere alla riforma dello Stato e al superamento del bicameralismo perfetto, con senso di responsabilità. Le riforme, quindi, non si possono fare solo sull’onda dell’emotività dovuta a cronache giornalistiche”.

Nota a margine

Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha fatto benissimo a promuovere questo incontro romano. Roma si deve togliere dalla testa di eliminare le cinque Regioni a Statuto speciale. Questa provocazione, da parte del Governo nazionale di Matteo Renzi, serve soltanto a far esplodere le istanze separatiste, già presenti nel nostro Paese.

“Autonomia sì, separatismo no”, diceva don Luigi Sturzo. Renzi, che è di origini democristiane, farebbe bene e leggere le opere del sacerdote Calatino. Letture che farebbero molto bene al suo spirito e alla sua azione di Governo fino ad oggi incerta e confusa, soprattutto sul fronte delle riforme.

Un conto, infatti, è parlare di superamento del bicameralismo perfetto, come dice il presidente Ardizzone, altra e ben diversa cosa è abolire il Senato e, in generale, gli organi elettivi e rappresentativi di istanze democratiche.

Il maldestro tentativo di abolire il Senato non è una riforma del ‘bicameralismo perfetto’, ma un modo truffaldino per ridurre gli spazi di democrazia. E per questo Motivo Renzi e il suo Governo dovranno ‘rimangiarsi’ questo provvedimento. 


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