Ferrer vince a Bercy

Uno dei “Maestri” che da domani si sfideranno all’arena O2 di Londra ha vinto il torneo di Bercy. Non si tratta però di uno dei Fab Four (Federer-Djokovic-Murray-Nadal), né dell’unico che era riuscito ad incunearsi tra loro prima che un serio infortunio al polso ne interrompesse l’ascesa (del Potro), ma di uno spagnolo minore, diciamo così. Anche perché il buon David Ferrer di “minore” ha ben poco.

Numero 5 del mondo, capace di arrivare in finale al master e in semifinale in tre tornei dello slam su quattro, vincitore di svariate Coppe Davis, il tennista di Valencia fa arricciare il naso agli esperti di tennis, ma è un fior di giocatore. Pur senza avere nessun colpo appariscente, è praticamente impossibile che perda partite in cui è il favorito, anche se l’altra faccia della medaglia è che non vince mai quelle contro chi è più forte di lui. (a sinistra, foto di David Ferrer tratta da tennisworlditalia.com)

Quindi ben si comprende la smodata esultanza che ha accompagnato l’ultimo rovescio in corridoio di Jerzy Janowicz consegnandogli – con la complicità dell’atmosfera da fine stagione che regna sul tennis prima dell’atto conclusivo londinese – il primo master 1000 della sua carriera; se lo goda, non capiterà tanto spesso di arrivare in finale senza trovarsi tra i piedi nessuno dei Fantastici 4.

In quanto allo sconfitto, state certi che sentiremo ancora parlare di lui. Il polacco è arrivato in finale partendo direttamente dalle qualificazioni ed eliminando via via gente come Simon, Tipsarevic, ma soprattutto Andy Murray. E lo ha fatto giocando un gran tennis, pieno di smorzate, di servizi vincenti – fologrante quello ad uscire da destra che manda il ribattitore a giocare il punto tra le braccia degli spettatori della prima fila – e di un dritto che – col permesso delle sacre scritture – ricorda vagamente quello del dominatore dell’ultimo decennio.

Ieri Janowicz è arrivato forse stanco all’atto conclusivo e ha finito con alternare momenti in cui era ingiocabile a momenti di vero e proprio smarrimento. Difetti di gioventù che passano col tempo, se son rose fioriranno.

Per quanto gli ultimi due anni siano stati un po’ monotoni nella riproposizione continua dei primi quattro (e negli ultimi mesi 3, vista la sparizione di Nadal) i prossimi anni potrebbero essere maggiormente interessanti. Oltre a Janowicz ragazzi come Dimitrov, Raonic, e persino Tomic – che ha fatto una stagione molto deludente, ma che ha appena compiuto 20 anni, sembrano promettere bene. Se son rose fioriranno.

Ma ancora per questa settimana il palcoscenico ritorna ai vecchi leoni con il Master che comincia già domani e che propone due incontri di grande interesse. Nel pomeriggio incroceranno le racchette per il gruppo A Andy Murray e Thomas Berdych, in una riedizione della semifinale degli open degli Stati Uniti vinta dallo scozzese, che però rimane sotto negli scontri diretti; e in serata il nuovo numero uno del mondo Djokovic verrà sfidato da Tsonga da cui ci aspettavamo ben altro dopo il finale di stagione dello scorso anno.

La superficie veloce e il fatto che si gioca al chiuso sono due elementi che giocano a favore di quelli che dovrebbero partire leggermente sfavoriti (Berdych e Tsonga) ma Murray e Djokovic sono in grado di raggiungere vette tennistiche forse precluse agli altri due. In ogni caso speriamo ci si diverta.

 

Parigi Bercy (indoor) f.m. Ferrer b. Janowicz 6/4 6/3.

 

 


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Uno dei "maestri" che da domani si sfideranno all'arena o2 di londra ha vinto il torneo di bercy. Non si tratta però di uno dei fab four (federer-djokovic-murray-nadal), né dell'unico che era riuscito ad incunearsi tra loro prima che un serio infortunio al polso ne interrompesse l'ascesa (del potro), ma di uno spagnolo minore, diciamo così. Anche perché il buon david ferrer di "minore" ha ben poco.

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