Regione, i disastri di Lombardo & Co.

Lo sfascio dell’amministrazione regionale. Dipartimenti senza dirigenti generali (contratti scaduti il 30 dicembre scorso). Blocco delle attività amministrative. Caos e riproposizione delle norme che non garantiscono la selezione di veri alti burocrati.
Paralisi, insomma. A meno che il governo, presieduto da Raffaele Lombardo, non proceda all’immediata ufficializzazione delle nuove nomine o dei relativi interim.
E quanto afferma in una nota la segreteria generale del Cobas Codir/Codir, il maggiore sindacato del pubblico impiego regionale guidato da Dario Matranga e Marcello Minio.
“In qualche caso – si legge nel comunicato dei Cobas/Codir – sono addirittura parecchi mesi che alcuni dipartimenti sono assegnati ad interim, senza la nomina prevista dalla legge con il sistema dello spoil system: si tratta, ad esempio, dei dipartimenti della Ragioneria Generale, delle Attività produttive, della Pesca”.
“Per tutti i dipartimenti ‘decapitati’ – prosegue il comunicato dei Cobas – fino a quando non verranno nominati i sostituti, nessuno avrà potere di firmare atti. Inoltre, non si ha notizia dei dovuti atti endoprocedimentali necessari per il conferimento di ogni nuovo incarico: non c’è alcuna traccia, infatti, di procedure a evidenza pubblica cui possano partecipare tutti i dirigenti aventi i requisiti”.
La storia è semplice. Per essere nominati dirigenti generali bisogna essere dirigenti di prima fascia. C’è un piccolo ma fondamentale problema: negli uffici della Regione non c’è nemmeno un dirigente di prima fascia. E allora?
Con una deroga – che poi è una forzatura introdotta dall’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro – si possono nominare dirigenti generali anche i dirigenti di seconda e terza fascia. Il risultato – come sostengono in un ricorso alcuni dirigenti generali esterni ‘trombati’ dal governo Lombardo – è che diventano dirigenti generali soggetti privi di requisiti di legge (e spesso non proprio irresistibili in termini di risultati ottenuti…).
Non sappiamo se il ricorso sia o meno fondato: ma sappiamo che l’alta burocrazia ‘selezionata’ in questi ultimi anni dal governo Lombardo è un raro esempio di sfascio amministrativo: città del Messinese che si allagano nonostante i tragici eventi due anni fa (della serie, non è cambiato nulla); autostrade siciliane gestite dalla Regione allo sbando; fondi europei non spesi; costi della sanità pubblica che crescono (lo dice la Corte dei Conti, non noi); appalti pubblici bloccati; agricoltura alla ‘frutta’; industria siciliana sparita (la cercano a Chi l’ha visto?) e via continuando.
Stranamente i ‘decuffarizzatori’ della Regione siciliana – al secolo Raffaele Lombardo, Massimo Russo, Gaetano Armao e compagnia bella – si sono guardati bene dal ‘decuffarizzare’ questa parte della legislazione regionale. Chissà perché.
“Non si ha notizia di procedure di verifica sull’attività dei dirigenti generali al fine di valutarne il reale raggiungimento degli obiettivi”, si legge sempre nella nota dei Cobas.
Storia vecchia anche questa: i dirigenti generali dei dipartimenti, in questi anni, in forza di una legislazione da commedia di Ionesco – l’assurdo, è noto, è di casa negli uffici della Regione siciliana – si sono ogni anno autocetificati il raggiungimento dei propri obiettivi (per inciso, è l’unica autocertificazione in voga negli uffici dell’amministrazione regionale: per il resto delle pratiche, bisogna ‘ungere’ i ‘gangli’, come insegna la vicenda delle autorizzazioni degli impianti di energie alternative…). Dunque, fino ad oggi, i dirigenti generali autocertificano di essere ‘bravi’ e ‘ammuccano’ le premialità. Ora la legge è cambiata, ma la sceneggiata (leggere ‘ammuccamento’ delle premialità) dovrebbe restare la stessa.
In ogni caso, sembra che non abbia alcun valore l’eventuale risultato conseguito da qualche dirigente generale: al contrario, conta esclusivamente l’appartenenza e la segnalazione politica. Di fatto, i siciliani, che attendono invano servizi efficienti dalla Regione, sono ancora ostaggio della politica, che sembra volere mettere davanti agli interessi della Sicilia e dei siciliani gli interessi di bottega.
“Lombardo – conclude la nota dei Cobas – abbia pietà dei siciliani e la smetta con questo continuo stillicidio di valzer di poltrone di assessori e dirigenti generali che nulla ha a che fare con il rinnovamento. Un balletto indecoroso che sta portando l’amministrazione regionale al totale disorientamento e alla continua paralisi”.
Vediamo adesso chi va e chi resta. Confermati al loro posto o in prosecuzione del contratto non scaduto sono: Ludovico Albert (Istruzione e Formazione), Salvatore Barbagallo (Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali per l’agricoltura), Rosa Barresi (Interventi strutturali per l’agricoltura), Felice Bonanno (Programmazione), Lucia Borsellino (Osservatorio epidemiologico), Gesualdo Campo (Beni culturali), Giovanni Carapezza (Segreteria generale), Letizia Di Liberti (Agenzia per l’impiego), Vincenzo Emanuele (Acqua e Rifiuti), Vincenzo Falgares (Infrastrutture), Gianluca Galati (Energia), Sergio Gelardi (Urbanistica), Rosolino Greco (Famiglia e politiche sociali), Maurizio Guizzardi (Sanità), Romeo Palma (Ufficio Legislativo), Marco Salerno (Turismo), Pietro Tolomeo (Comandante Corpo forestale).
Lasciano l’incarico: Giovanni Arnone (Ambiente), Francesco Attaguile (Affari Extraregionali), Ludovico Benfante (Autorità di certificazione dei fondi europei), Giovanni Bologna (Personale), Luciana Giammanco (Enti locali), Salvatore Giglione (Azienda Foreste), Pietro Lo Monaco (Protezione civile), Alessandra Russo (Lavoro), Salvo Taormina (Finanze).
Sedi già vacanti prima del 30 dicembre o già assegnate precedentemente ad interim: Ragioneria Generale (Vincenzo Emanuele ad interim), Attività produttive (Rosolino Greco ad interim), Pesca ( Salvatore Barbagallo ad interim ).

 


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