No del Movimento 5 Stelle al mutuo da quasi un miliardo: “Una scelta folle che ipoteca il futuro della Sicilia”

I PARLAMENTARI GRILLINI DELL’ARS ANNUNCIANO BARRICATE. E LANCIANO UNA PROPOSTA ALTERNATIVA: INVECE DI INDEBITARE FAMIGLIE E IMPRESE DELL’ISOLA SI TAGLI STIPENDI E PENSIONI D’ORO. “SE IL GOVERNO INSISTERA’ PORTEREMO LA GENTE IN PIAZZA”

“Finiamola di mettere le mani in tasca ai siciliani che vivono di miseri stipendi o magrissime pensioni, si cerchino coperture aggiuntive alle tasse, in caso contrario faremo le barricate in aula e porteremo imprenditori e cittadini in piazza”.

Parola dei quattordici parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle.  

“La strada verso il mutuo trentennale da quasi un miliardo di euro per dare liquidità alle ‘casse’ della Regione per pagare le imprese – si legge in un comunicato del gruppo parlamentare dei grillini all’Ars – troverà sulla sua strada lo scoglio del Movimento 5 Stelle. E sarà uno scoglio insormontabile”.

“A meno che il Governo – affermano i deputati – non smonti l’attuale impalcatura del disegno di legge, che com’è strutturato finirà per essere un’ulteriore palla al piede per le prossime. generazioni, che pagheranno aliquote Irpef ed Irap innalzate al massimo per i prossimi 30 anni”.

“Le imprese – proseguono i parlamentari – vanno pagate, ma non sono certo i cittadini che devono scontare sulla loro pelle politiche sbagliate, con debiti che trasmetteranno addirittura ai loro figli”.

Allo stato attuale il “no” al disegno di legge del Movimento è un dato di fatto e solo una perentoria correzione di rotta del Governo potrà cambiarlo in aula.

I correttivi proposti dai parlamentari Cinquestelle vanno dalle transazioni con i creditori per ridurre il debito (come avvenuto in Lombardia) alla compensazione delle aliquote fiscali con agevolazioni alle imprese, fino “al piatto forte del taglio delle pensioni e degli stipendi d’oro della Regione e dell’Ars, cosa su cui i deputati non ammettono deroghe”.

“Sulla questione – dicono i deputati – abbiamo fatto uno studio approfondito e abbiamo calcolato che si potrebbe arrivare ad un notevole risparmio annuo facendo un’opera di equità sociale. Ci sono pensioni e stipendi che vanno oltre i 200 mila euro l’anno. Cosa che è intollerabile, oltre che vergognosa”.

 


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